Il derby dell’ex Spadoni:
«Speriamo ci sia una cornice da 2000 tifosi,
chi perde avrà qualche inevitabile strascico»
PROMOZIONE - Il direttore sportivo della Civitanovese sulla sfida di domani alle 15 al Polisportivo: «Ci sarà un clima di rivalità, di sfottò, mi auguro senza mai trascendere in quanto è una partita e quello deve restare tra due nobili decadute del calcio marchigiano»

Giulio Spadoni e il centrocampista Simone Gesuè
di Mauro Giustozzi
Giulio Spadoni è attualmente il direttore sportivo della Civitanovese, personaggio che conosce bene il mondo dei dilettanti avendo lavorato per molti club tra cui anche la stessa Maceratese. Per questo, alla vigilia del derby del Polisportivo fra i rossoblu e la Maceratese in programma domani alle 15, oggi analizza il big match della sesta giornata d’andata del girone B di Promozione, rispondendo alle stesse domande del ds della Maceratese Roberto Conti (leggi l’articolo).
Spadoni, come arriva la Civitanovese a questo derby?
«Sicuramente in crescita perché questo è stato finora il nostro percorso, con un po’ di rabbia perché nell’ultima partita per quanto espresso non meritavamo di perdere, anche se bisogna poi sempre accettare il verdetto del campo. E’ chiaro che poi tutto quello che ci circonda si avverte: il clima del derby, è sicuramente la partita più sentita dalle due tifoserie e dalle città».
Chi può essere nella formazione avversaria il giocatore che può decidere il derby.
«Spero nessuno per noi. La Maceratese è una squadra molto forte che ha nelle sue fila molti giocatori importanti. Certamente in attacco ci sono elementi come Tittarelli, che peraltro è un ex, che sta bene e segna in ogni gara. Poi c’è Mastronunzio, che a dispetto dell’età è sempre un calciatore di grandissima qualità. Penso che saranno in campo e dovremo fare attenzione particolare a loro due».

Il gol annullato alla Civitanovese domenica scorsa a Chiesanuova
Col Chiesanuova che vince sempre si rischia già di giocare solo per il secondo posto in questo girone B?
«E allora andiamo tutti a trascorrere le domeniche in montagna a fare qualche escursione. No, grande rispetto per il Chiesanuova che sta facendo benissimo perché in un campionato così combattuto e vincere cinque partite su cinque dimostra grande solidità, merita di essere davanti a tutti. Mi pare però troppo presto per fare il funerale alle altre pretendenti: noi dobbiamo giocare ancora trenta partite dovendo recuperare quella col Corridonia, poi la Maceratese, il Trodica, il Monturano e l’Atletico Centobuchi possono dire la loro. Dire che dopo poche partite siamo già fuori dai giochi mi sembra eccessivo. Il campionato è ancora tanto lungo e può accadere di tutto».
Il derby più spettacolare che metti nella tua speciale classifica di questo classico.
«Ne metto due che ho vissuto in prima persona, entrambi sulla sponda biancorossa. Sicuramente quello del 26 marzo 2005 per me è stato indimenticabile perché abbiamo sconfitto la Civitanovese e vinto il campionato di Eccellenza con sei partite di anticipo, era l’anno di Malavolta presidente, Nocera allenatore e Vagnoni goleador ed era pure il mio compleanno e quella partita non la scorderò mai. Poi inserirei quello disputato all’Helvia Recina il 25 gennaio 2015 e vinto 3-2 dalla Maceratese della presidente Tardella con mister Magi in panchina, squadra che poi vinse il campionato tornando in Serie C».
L’inizio di stagione è stato più difficoltoso del previsto per la Civitanovese oppure no?
«Domenica abbiamo perso con la prima della classe, senza passare per presuntuosi, in modo immeritato perché nei primi 50 minuti abbiamo fatto una grande prestazione. Non sempre la prestazione però si sposa col risultato finale. Prima di quella gara in tre partite, compresa la difficile trasferta di Centobuchi, abbiamo fatto sette punti. L’inizio è stato in linea con le aspettative: la sconfitta di domenica è stato l’unico passo falso ma solo dal punto di vista del risultato. Siamo parzialmente soddisfatti di quanto fatto in queste quattro partite».

I tifosi della Civitanovese durante l’ultimo derby con la Maceratese al Polisportivo
Quanto contano i tifosi in un derby così sentito.
«Quest’anno forse più del solito perché veniamo da un brutto periodo legato al Covid dove o non si è giocato affatto o solamente a stadi chiusi ai tifosi. Penso che rende il tutto più bello perché facciamo calcio per la gente che viene a vedere le partite. Al di là della rivalità giusta e molto accesa tra le due tifoserie, ricordo anche situazioni goliardiche e striscioni simpatici sugli spalti. Sperò che sia così anche domenica, che ci sia tantissima gente, ci sono 2000 posti a disposizione e spero che questa sia la cornice: un clima di rivalità, di sfottò senza mai trascendere in quanto è una partita di calcio e quello deve restare tra due nobili decadute del calcio marchigiano. E’ vero che il palcoscenico della Promozione non è esaltante per i due club, ma la realtà attuale è questa e dobbiamo giocarcela qui».
Civitanovese al completo per la partita contro la Rata?
«Spero che possiamo essere al completo. Abbiamo solamente Gragnoli che viene da un infortunio abbastanza serio, una distorsione alla caviglia, non so se sarà recuperabile per domenica. E’ una situazione che monitoriamo quotidianamente e la decisione definitiva sarà presa probabilmente nelle ore più vicine alla partita. Per il resto contiamo di avere tutti i calciatori a disposizione».

Giulio Spadoni all’Helvia Recina ai tempi della Maceratese
Spadoni, la squadra che perderà domenica il derby può già andare in crisi?
«Sicuramente chi perde la partita qualche inevitabile strascico ce lo avrà, questo lo si può dire. Non è una partita come un’altra, siamo due squadre che peraltro ambiscono a vincere questo campionato e chi perde qualche ripercussione certamente la subirà. Resta lungo il campionato, ma la sconfitta non sarebbe indolore per chi dovesse incassarla».
Chiudiamo col dilemma che angoscia entrambe le tifoserie biancorossoblu: perché Civitanovese e Maceratese faticano tanto ad uscire da questi tornei regionali?
«Perché vincere i campionati è sempre difficile: nella mia modesta carriera ho avuto la fortuna di vincerne otto, però arrivare primi e salire di categoria è molto difficile. Arriva prima una sola squadra e diciassette non vincono: poi ritengo che anche il blasone, il nome di questi due club, a mio avviso in queste categorie è più un peso che un vantaggio, non è semplice. Per le vicissitudini note a tutti queste due piazze e tifoserie si ritrovano in una categoria che non piace. Per uscire serve pazienza: io penso che il girone B di Promozione quest’anno sia di livello altissimo. Ci sono sei/sette squadre che possono vincere, la differenza non la fa il nome ma quello che sai fare in campo. Paradossalmente credo che Maceratese e Civitanovese farebbero meglio in Eccellenza con gli organici che hanno. In Promozione ogni volta che giochi tutti ti aspettano e danno, giustamente, il massimo contro questi club blasonati: ci vuole programmazione. Capisco i tifosi di tutte e due le squadre che vorrebbero vincere con largo anticipo il campionato ma non credo che ciò avverrà. Il torneo è molto equilibrato e combattuto ed il percorso per salire di categoria non è facile per nessuno».