Festa per Tamberi:
«La medaglia è anche vostra» (Foto)
Un murale dedicato al campione

ANCONA - Emozioni e applausi al palasport per la consegna a Tamberi del Ciriachino d'oro. Ingresso da star tra i tamburi del Gruppo storico di Offagna e i bimbi delle società sportive. «Se posso migliorarmi? I limiti non vanno mai posti, dopo l'Olimpiade sono rinato, voglio e devo migliorare ancora». Il sindaco Mancinelli: «Sei il nostro ambasciatore volante nel mondo. La tua storia è una lezione di vita»
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Il murale dedicato a Tamberi

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

L’ingresso tra i tamburi del Gruppo Storico di Offagna e i bimbi delle società sportive di Ancona. Si è presentato così, nel suo Palaindoor, Gimbo Tamberi alla serata a lui dedicata per la consegna del Ciriachino d’oro speciale. Subito dopo la medaglia d’oro di Tokyo 2020, il sindaco Valeria Mancinelli aveva promesso di donare al campione di salto in alto la massima onorificenza cittadina. Un Ciriachino olimpico. «Ho i brividi, un piacere immenso essere qui. Essere un esempio per i ragazzini mi ha sempre spronato a fare meglio e a fare da più» ha detto Gimbo dopo essersi accomodato sul palco, tra il sindaco Mancinelli e l’assessore allo Sport Andrea Guidotti.

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La consegna del Ciriachino

Tra le soprese della serata, condotta dal giornalista Maurizio Socci, un murales dedicato a Gimbo, dipinto su una delle pareti del palazzetto, struttura di allenamento del campione. La reazione del campione: «Mi toccherà vincere anche le Olimpiadi di Parigi – ha scherzato – sono senza parole e dopo un oro olimpico non è così facile non averne». Il primo cittadino ha introdotto la serata, spiegando le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a consegnare il Ciriachino: «Ha compiuto una grandissima impresa dal punto di vista sportivo, ma la sua storia, come atleta e come persona, è anche una lezione di vita». L’assessore Guidotti: «Gimbo sei leggenda. Devi rimanere quello che sei: regala sempre il tuo sorriso, arricchisce tanto chi lo dona e fa felice chi lo riceve». A seguire, i saluti del governatore Acqueoli, i messaggi in video di Giovanni Malagò, presidente Coni  («Gimbo è il figlio della vostra meravigliosa città»), e Stefano Mei, presidente nazionale Fidal («sei riuscito a sfatare il detto ‘Nemo propheta in patria’»). Sul palco, a simboleggiare una sorta di passaggio del testimone, anche il figlio di Liano Rossini, il primo anconetano medaglia d’oro alle Olimpiadi (Melbourne, 1956, tiro a volo). Al centro della serata, le domande fatte dai bimbi e dai ragazzi delle associazioni sportive cittadine a Gimbo. Gli unici presenti nel pubblico, a causa della normativa anti Covid. «Come sono riuscito a diventare così? Ho imparato a non accontentarmi mai, volevo fare sempre meglio. Nella mia vita ci sono stati dei momenti difficili. Ed è in quei momenti che devi trovate la forza e l’energia per andare avanti». Il riferimento è andato all’infortunio alla caviglia subito nel 2016, poco prima di partire per le Olimpiadi di Rio. ciriachino-Gimbo-Tamberi-P1033703-650x488«E’ stato il periodo più brutto della mia vita, ho toccato il fondo, è una ferita che porterò sempre dentro di me. Ma il dolore mi ha consentito di gioire a Tokyo in una maniera che pochissime persone possono provare. Per cinque anni ho vissuto momenti che non augurerei neanche al peggior nemico. Ma se quei momenti servono ad arrivare fino in fondo, a gioire come ho fatto io, allora li auguro a tutti». Sull’oro olimpico, diviso con Mutaz Barshim dopo aver saltato 2,37 metri: «Un’emozione infinita, il cuore mi stava esplodendo. Una sensazione che provi quando dedichi tutta la tua vita a un solo obiettivo. Se posso ancora migliorarmi? I limiti non vanno mai posti, voglio sempre crescere. Ho 29 anni, mi sento rinato dopo l’Olimpiade. Voglio e devo migliorare». Alla fine, la dedica alla città di Ancona: «Ogni anconetano dovrebbe sentire suo un pezzo di quella medaglia. Sentitela anche vostra. Io devo tantissimo a questa città, le persone mi hanno sempre dato la forza nei momenti difficili, ho ricevuto pacche sulle spalle e un miliardo di frasi che mi hanno incoraggiato». Tra i momenti più emozionanti, la consegna del Ciriachino per i straordinari meriti sportivi e perchè «Gimbo – ha detto Mancinelli – sei il nostro ambasciatore volante nel mondo, sei il nostro orgoglio». Al termine della serata è stato scoperto il murale dedicato al campione e disegnato da Skugio: lo ritrae con la medaglia d’oro vinta il primo agosto 2021. Nel corso della festa non sono mancate le immagini della carriera di Gimbo: dalle gare al Palaindoor, alla vittoria di Tokyo, passando per il terribile infortunio, gli allenamento e per l’hobby numero uno, il basket. Sul palco, anche la madre Sabrina e la compagna Chiara (futura sposa) di Gimbo.

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Tamberi con Fabio Luna, presidente Coni Marche

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Il governatore Acquaroli e il presentatore Socci

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Tamberi con l’assessore Guidotti

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Al centro, i familiari di Liano Rossini

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