«Delocalizzazione, per invertire la rotta
si premi chi produce in Italia»

ECONOMIA - Paolo Capponi, responsabile Export di Confartigianato Interprovinciale: «Incentivi e agevolazioni di Governo potrebbero andare verso le realtà che concentrano il loro processo nel nostro Paese, riconoscendo così il valore di chi mantiene qui la linea, dalla progettazione fino alla produzione effettiva»
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Paolo Capponi, responsabile Export di Confartigianato Interprovinciale

 

Delocalizzazione, «è necessario che vi siano misure di contrasto più efficaci». Sono queste le parole del Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ha anticipato di essere “al lavoro con il Mise anche con la revisione dell’attuale impianto normativo che purtroppo non ha prodotto i risultati sperati”. Quella del Ministro Orlando è sicuramente un’apertura importante e ben vista dal mondo produttivo. Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo suggerisce un ulteriore input: per essere incisivi è infatti auspicabile trovare delle forme di premialità in favore di chi mantiene il suo processo in Italia. Ad entrare nel merito è Paolo Capponi, responsabile Export di Confartigianato Interprovinciale, che ricorda come la delocalizzazione «porti conseguenze non solo sotto il profilo dell’occupazione, ma anche per la sopravvivenza di professionalità specializzate del nostro territorio. Non di meno, passaggi non sempre certificati e controllati danneggiano il consumatore, che perde le sue garanzie di acquisto». Per Capponi, quindi, «il modo migliore per dimostrare vicinanza a chi investe in Italia sarebbe quello di creare nei loro confronti una sorta di premialità. Incentivi e agevolazioni di Governo potrebbero andare verso le realtà che concentrano il loro processo nel nostro Paese, riconoscendo così il valore di chi mantiene in Italia la linea, dalla progettazione fino alla produzione effettiva». Una premialità che potrebbe essere ulteriormente riconosciuta «agli imprenditori che scelgono di invertire la rotta della delocalizzazione, riportando in Italia i processi produttivi. Questo movimento – osserva Capponi – sarebbe un’ottima risposta persino alle difficoltà che la pandemia ha generato nei trasporti internazionali: il caro-container ha alterato la logistica e ha fatto lievitare i costi finali dei prodotti. La perdita delle professionalità più specializzate sta pesando – ammette Capponi -, perché le imprese fanno sempre più fatica a reperire manodopera qualificata sul mercato del lavoro. Il nostro saper fare è a rischio. L’appello al Governo è quindi proprio quello di studiare nuove forme di incentivi che siano un concreto sostegno a chi prosegue la propria via in Italia».



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