«Un nuovo centro commerciale?
Profuma di manovra elettorale
Respinta l’interrogazione»

SAN SEVERINO - Le parole del consigliere del M5S Mauro Bompadre in vista del Consiglio di oggi, dove si discuterà del progetto di recupero di un edificio lungo la Septempedana con una variazione da residenziale a commerciale
- caricamento letture
Bompadre-Mauro

Mauro Bompadre

 

«A pensar male si fa peccato, ma il sì al progetto di un noto personaggio politico settempedano ha lo sgradevole profumo di manovra pre-elettorale».  Questo è il dubbio che si pone il M5S di San Severino, rappresentato in consiglio comunale dal capogruppo Mauro Bompadre. «Oggi si riunirà il consiglio comunale – spiega – si tratta di uno degli ultimi appuntamenti di questa amministrazione con la città. Molto probabilmente il penultimo, peraltro ai tempi supplementari. Nelle scorse settimane, a seguito della delibera di giunta n.79 dell’8 maggio 2021 e della pubblicazione degli atti relativi ad un piano di recupero proposto da quello che oggi è un privato cittadino ma che è anche un noto (ex) politico locale, alcuni cittadini hanno effettuato l’accesso agli atti per visionare la documentazione. Il piano di recupero prevede la ricostruzione, con diversa sagoma ed area di sedime, di un edificio privato danneggiato dal sisma del 2016, situato in zona agricola di interesse archeologico nei pressi della Pieve, lungo la strada Septempedana (all’altezza del centro commerciale Sì Con Te). Una zona notoriamente ricca di reperti archeologici e manufatti, fra l’altro ottimamente conservati, tanto che la competente Soprintendenza ha trasmesso ben due corpose note con numerosissime prescrizioni ed accorgimenti finalizzati alla salvaguardia e tutela dei rinvenimenti, da porre in essere sia durante che al termine degli interventi edilizi. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio di tre piani, di cui uno interrato, e la variazione di destinazione da residenziale a commerciale, nonché un lieve incremento volumetrico della parte fuori terra, facendo ricorso alle deroghe previste dal Piano casa regionale».

Insomma, per Bompadre si tratta di un nuovo centro commerciale a cui l’amministrazione comunale ha dato il proprio parere favorevole «nonostante – aggiunge – si tratti di un intervento di trasformazione del territorio che interessa un’area nevralgica della città, prossima alla Sp 361, all’unico ospedale di rilevanza territoriale presente in Val Potenza e ad una delle maggiori zone archeologiche regionali, per la quale sin dagli anni ’90 si resta in attesa del decollo dell’auspicato Parco Archeologico. Ebbene, abbiamo preparato una interrogazione per capire secondo quali criteri l’amministrazione abbia espresso il proprio favore e se abbia preteso o pretenderà, quale conditio sine qua non, la cessione, a titolo gratuito, di una congrua fascia a ridosso della strada, da attrezzare a pista ciclabile, in modo tale da assicurarsi un comodo e sicuro raccordo tra l’esistente pista ciclabile che dall’ospedale si dirige a Cesolo e l’esistente pista ciclabile che collega la storica chiesa della Pieve, in area archeologica, e viale Varsavia / viale della Resistenza, come già previsto per il supermercato Sì Con Te, posto di fronte all’area in oggetto o per l’Eurospin di prossima apertura».

Ma l’interrogazione, presentata con 24 ore di ritardo, è stata respinta.  «Una decisione – sottolinea Bompadre – a nostro avviso discutibile, trattandosi di uno degli ultimi consigli comunali di questa amministrazione e visto che in precedenti analoghi casi alcune interrogazioni giunte in ritardo erano state accettate, non fosse altro per il dovere di trasparenza verso la cittadinanza fare un ulteriore strappo alla regola non sarebbe stata una cattiva idea. Trasparenza peraltro che è sempre venuta a mancare in cinque anni, basti ricordare il caso Luzio, l’impianto di trattamento rifiuti speciali che si intendeva realizzare in località Berta, il progetto di demolizione e ricostruzione, con ampliamento, del chiosco dei giardini Coletti, solo per citare alcuni esempi. Ed anche il comportamento tenuto in questa occasione lascia dubbi. Altrimenti perché mai il Comune dovrebbe permettere ad un cittadino di appropriarsi del suolo pubblico? – conclude il consigliere del M5S – Per di più dove dovrebbe passare una pista ciclabile e dove (secondo il progetto ormai approvato) inizierà il percorso dell’intervalliva San Severino -Tolentino? Quali altri sono gli interessi che permettono ad un privato di appropriarsi di un’area pubblica a scopo di lucro visto che a quanto pare dovrebbe sorgervi un centro commerciale? Cosa tornerà indietro alla città?».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X