Il primario più giovane delle Marche:
«Impatto positivo con Macerata
Il problema è la mancanza di personale»

INTERVISTA - Dal primo luglio Roberto Procaccini, 43 anni, dirige il reparto di Ortopedia dell'ospedale del capoluogo. «Ho una squadra giovane e molto preparata. Siamo stati tra i primi a riprendere la normale attività. La strada è la creazione di percorsi diagnostici e terapeutici»
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PROCACCINI

Roberto Procaccini

 

di Luca Patrassi 

«Sono un maceratese di nascita e di residenza, mio padre ha lavorato per tanti anni in ospedale come anestesista e dunque dell’ospedale di Macerata ho sempre sentito parlare anche se non avevo mai avuto finora una esperienza professionale diretta. La mia formazione è stata anconetana, dall’università alla specializzazione fino all’inizio del lavoro a Torrette dove ho lavorato per una ventina di anni e fino a poche settimane fa nella clinica ortopedica sotto la guida dei professori Greco, De Palma, Specchia, Gigante e Verdenelli», così Roberto Procaccini, 43 anni, dal primo luglio scorso nuovo primario di Ortopedia dell’ospedale di Macerata. Un ortopedico che ha brillantemente superato la selezione per la nomina a primario, il più giovane nelle Marche e probabilmente al top anagrafico anche in ambito nazionale. Un top di gamma non solo per l’anagrafe, ma anche per titoli e casistica.

L’impatto maceratese come è stato?

«Positivo, ho una squadra giovane che ha voglia di fare, sono tutti molto preparati al pari del personale medico e paramedico del reparto e della sala operatoria. Ho avuto modo di vedere un’ottima preparazione, come ho visto che la dotazione delle apparecchiature è ottimale».

Unica nota dolente, non solo ortopedica ma per tutte le specialità, non solo a Macerata, la carenza di personale…

«La carenza principale è quella delle risorse umane, c’è un problema legato alle assunzioni e alla mancanza di specialisti. Stiamo cercando di implementare facendo ricorso anche agli specializzandi».

Arriva anche in un momento in cui si “riaprono” le porte dei vari reparti dopo il ridimensionamento delle attività imposto dalla pandemia

«Stiamo riprendendo la normale attività, siamo tra i primi a farlo e per questo ci arrivano pazienti anche da altre aree territoriali. La strategia è quella di creare una squadra fondata sulla collaborazione e di potenziare le attività ambulatoriali: per centrare gli obiettivi è necessario ricorrere alla leva dell’aumento del personale. Il reparto maceratese svolge un’attività già importante anche per numero degli interventi, in ambito chirurgico vogliamo potenziare l’attività protesica. La professione svolta a Torrette mi ha permesso di crescere tanto e, con la collaborazione della clinica ortopedica, è stata creata una rete formativa sul territorio con l’aiuto degli specializzandi».

Linee guida?

«La strada è la creazione di percorsi diagnostici e terapeutici, dalla prima diagnosi al trattamento sempre con la collaborazione della rete territoriale. La direzione di Area Vasta, e in particolare la direttrice generale Daniela Corsi, ci sta dando il massimo sostegno».

Procaccini è in piena azione, non solo professionale: la passione con cui si esprime ed ha mosso i primi passi nel reparto di Ortopedia lascia ben affiorare anche l’amore per il lavoro, per la sanità pubblica.

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