Una folla per l’addio a Paolo Mercuri:
«Il tempo che ci hai dedicato
rimarrà per sempre nei nostri cuori»

MORROVALLE - Dolore e commozione al funerale del papà di 44 anni morto in un incidente. Chiesa gremita e tantissime persone anche fuori per unirsi al cordoglio della famiglia. Le parole dei colleghi dell'Asur, della Pallavolo Macerata (squadra dove allenava le giovanili e faceva lo scoutman) e del consigliere regionale Romano Carancini: «Voleva mio figlio come vice, una personalità con un tratto caratteriale unico, davvero speciale»
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La bara portata in spalla dagli amici

 

di Laura Boccanera (foto Federico De Marco)

«L’unica certezza è il tempo che ci hai dedicato, rimarrà per sempre nei nostri cuori». Il saluto dei colleghi dell’Asur, del presidente della Pallavolo Macerata Gianluca Tittarelli, la bara portata in spalla dagli amici e le mani, quelle della moglie Manuela, che stringono quelle dei suoi due bambini in prima fila davanti alla bara del loro papà. Anche il parroco della chiesa di San Francesco di Morrovalle, nel celebrare il funerale di Paolo Mercuri, il 44enne morto per un incidente in contrada Castellano venerdì, preferisce evitare la retorica dell’omelia e rivolgere una semplice preghiera, più autentica, che sappia parlare al dolore dei familiari in prima fila. Una cerimonia semplice, come semplice, diretto e rispettoso era Paolo. Il parroco prima dell’inizio della cerimonia funebre chiede di rispettare il dolore e rinviare le condoglianze in un secondo momento, per dare tempo e silenzio, alla moglie, Emanuela, ai figli, un bimbo di 7 anni e un ragazzo alto quanto la mamma e che già somiglia tanto al papà. A fianco anche i genitori di Paolo e il fratello.

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Paolo Mercuri con la Pallavolo Macerata

«È sempre molto difficile per me fare l’omelia in queste situazioni – ha esordito il parroco della Chiesa di San Francesco – e allora permettetemi che faccia non un’omelia, ma una preghiera. Dio tu sai quanto sia difficile per noi in questi momenti attraversare il dolore e ammettere i limiti umani, quanto sia difficile in questo momenti chiamarti padre. Noi non abbiamo parole di fronte al dolore di queste fratelli, preferiamo esserci e esserci in silenzio. Un silenzio umano e spirituale. Ti ringraziamo per averci donato Paolo persona allegra e discreta, premurosa e aperta alle nuove generazioni». Piena la chiesa (contingentata fino al massimo della capienza consentita), così come pieno lo spazio davanti al sagrato, dove è stato allestito un altoparlante per permettere a tutti di ascoltare e unirsi al cordoglio dei familiari. Tanti i colleghi del poliambulatorio, della farmacia che hanno avuto modo di lavorare a stretto contatto con Paolo, ma anche tutto il mondo della pallavolo. Presente Giampaolo Medei allenatore della Lube, Gianluca Tittarelli della Pallavolo Macerata e anche l’ex sindaco e consigliere regionale Romano Carancini: «Mio figlio frequenta la società di pallavolo, appena tre giorni prima dell’incidente gli aveva detto che gli avrebbe insegnato molto perché lo voleva come vice. Una personalità con un tratto caratteriale unico, davvero speciale».

funerali-mercuri3-325x244In chiesa a rivolgere un saluto anche il presidente della Pallavolo Macerata Gianluca Tittarelli: «Appena appresa la notizia sono rimasto senza parole e anche nei giorni successivi. Per l’estremo saluto ho voluto però trovarle le parole. Sono semplici e dirette piene di stima a nome di Pallavolo Macerata quella società che per Paolo era una seconda famiglia. In questi anni siamo cresciuti molto anche grazie a lui, ne abbiamo apprezzato le doti, il sorriso e la disponibilità. È sempre stato un punto di riferimento e ci mancherà tantissimo a tutti. Sarà difficile tornare e non trovarlo al Pc. E allora lo ricorderemo nell’unica maniera utile a sentirlo ancora con noi, portando avanti la squadra al meglio. Dare il meglio sarà il nostro modo per onorare la sua memoria. Grazie per tutto quello che ci hai dato ne faremo tesoro». Commossa una collega di lavoro di lungo corso divenuta negli anni anche amica: «Scusaci se fra tante dimostrazioni di stima e affetto le mie e dei colleghi del servizio farmaceutico arrivano solo ora – ha letto dal pulpito – Il dolore lo abbiamo sentito subito ma per giorni siamo rimasti increduli e smarriti. Rivedo te, Paolo, giovane di 29 anni che mi hai accolto per primo in ufficio. Da subito ho colto la tua intelligenza il tuo essere acuto e rispettoso come pochi. Per tutti sei un punto di riferimento. Amico mio carissimo prima ancora che collega quanto eri orgoglioso della tua famiglia, dei tuoi bambini presenti sulla scrivania nel calendario e tutti capivamo quanto tenessi al tuo rapporto con Manuela che non tardava mai nella sua telefonata di fine mattina. L’unica certezza che ci resta è il tempo che ci hai dedicato e rimarrà per sempre nei nostri cuori».

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Romano Carancini



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