Giovani mamme in tempo di pandemia
«Siamo donne, forti
e riusciamo sempre a dare il meglio»

L'ESPERIENZA di Ilaria Piancatelli, 25 anni, di San Severino, che ha scoperto di essere incinta a San Valentino dell'anno scorso e ha dato alla luce la piccola Maisha il 2 novembre: «I primi mesi di gravidanza non sono stati facili. Una volta che il virus è arrivato in Italia ancora non sapevamo se sarebbe stato "aggressivo" con le donne incinte». E di Sabrina Piantoni, settempedana anche lei, 31enne, già madre di un bimbo di 3 anni e ora in attesa del secondo: «L'unico mio pensiero, avendo già superato un taglio cesareo è quello di essere sola in ospedale»
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Sabrina-Piantoni

Sabrina Piantoni

di Iralba Murati

A celebrare la Festa della mamma sono tantissime donne, tra loro quelle che hanno avuto, o aspettano figli, nel periodo di pandemia. Ilaria Piancatelli, 25 anni, di San Severino, è una di loro e racconta la propria esperienza partendo dai sentimenti provati durante l’arrivo del Coronavirus in Italia, quando aveva appena scoperto di essere incinta. Sabrina Piantoni, 31 anni, anche lei di San Severino, invece oltre ad essere già mamma di un bambino di 3 anni,  è incinta del secondo figlio e convive con sentimenti positivi ma anche con preoccupazioni sapendo che andrà incontro ad un taglio cesareo ed il marito non potrà rimanerle a fianco durante la permanenza in ospedale. «Ho un figlio di tre anni – racconta Piantoni – la sensazione che sente una mamma nello stare affianco al proprio bambino è speciale. Sono alla seconda gravidanza, questa volta però rispetto alla precedente è un po’ più difficile. Indossare la mascherina non è semplice all’ottavo mese e cerco di  mantenere sempre il distanziamento sociale». I bambini hanno vissuto un periodo delicato, in un’età  in cui dovrebbero uscire e giocare per “scoprire il mondo” sono stati sempre chiusi a casa. «Abbiamo cercato di salvaguardare la salute degli anziani non portando spesso il piccolino dai nonni anche se ci dispiace molto – continua la mamma – inoltre la distanza dagli altri bambini dell’ asilo nido si è fatta sentire. Ho cercato di spiegare a mio figlio l’esistenza del virus senza fargli pesare tanto la situazione ma facendogli capire che esistono delle nuove regole».

La preoccupazione di Sabrina Piantoni è quella di dover rimanere all’ospedale sola senza condividere i primi giorni di vita del figlio con il marito. «L’unico mio pensiero, avendo già superato un taglio cesareo – spiega – è quello di essere sola in ospedale. Certo, ci sono le professioniste che lavorano molto bene ma capisco che, poverine, devono assistere molte mamme e non possono correre da una stanza all’altra. Sarebbe bello che non ci fossero disparità tra strutture private, che purtroppo richiedono spese non sostenibili da tutti, in cui se una persona fa il tampone e risulta negativa può rimanere affianco all’interno dell’ospedale e strutture pubbliche invece in cui anche se il tampone risulta negativo e sei vaccinato, non concedono la permanenza, del proprio partner neanche semplicemente di due giorni successivi al parto». Tuttavia la convinzione della giovane mamma è che tutto è possibile basta semplicemente tirar fuori grinta e circondarsi di pensieri positivi «Siamo donne, siamo forti, riusciamo a fare tutto. Auguro a tutte le mamme di non scoraggiarsi mai, la festa della mamma è tutti i giorni, riusciamo a fare tante cose sempre e dare il meglio di noi», conclude.

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Ilaria Piancatelli e la figlia Maisha

Anche Ilaria Panichelli, è una giovanissima mamma che si è trovata a ricevere la notizia di essere incinta il giorno di San Valentino dell’anno scorso quando ancora il Covid-19 era un nemico misterioso. «I primi mesi di gravidanza non sono stati facili. Una volta che il virus è arrivato in Italia ancora non sapevamo se sarebbe stato “aggressivo” con le mamme incinte ed i bambini appena nati. Quando ho scoperto che non era così, mi sentivo più tranquilla – ricorda – Ho mantenuto un alto livello di attenzione costantemente perché nel caso in cui fossi risultata positiva al Covid prima del parto, sarei dovuta arrivare all’apposito reparto a Pesaro per far nascere la bimba».

La giovane mamma racconta poi l’ esperienza della nascita della sua prima figlia. «La piccola Maisha – dice – è nata il 2 novembre nel periodo in cui tutto era di nuovo chiuso da poco, il papà è potuto solamente entrare al momento del parto. Ho condiviso quindi i primi giorni di vita della bambina con lui solamente tramite video e foto, per renderlo partecipe».  Ilaria Panichelli parla poi della solidarietà materna che si crea all’ ospedale e spiega: «Sono stata fortunata, il mio è stato un parto naturale e stavo bene. Purtroppo ho visto che c’erano altre mamme in difficoltà avendo subito il cesareo però si crea armonia e chi sta meglio cerca nei limiti del possibile di aiutare le altre mamme. Devo inoltre ammettere che le ostetriche sono veramente premurose e disponibili».  E aggiunge: «L’emozione e la sensazione che si prova a diventare mamma è inspiegabile. E’ bellissimo vedere Maisha uscire. Guardare le persone con le mascherine non le fa effetto essendo nata in questo periodo e non conoscendo la nostra vecchia normalità, inoltre quando vede gli altri bambini è felicissima». L’augurio della giovane mamma è quello di uscire presto da questa situazione e poter tornare a non aver paura. «Le mamme sono fantastiche, fanno tante cose durante la giornata. Voglio fare un augurio a tutte loro – conclude – in particolare a tutte coloro che hanno vissuto quest’esperienza durante il periodo di pandemia». 

 



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