Come dei veri antichi romani,
tra rievocazioni e donne guerriere
L’associazione che fa rivivere la storia

SI CHIAMA "Grifone della scala" e coinvolge ragazzi e ragazze di Macerata, San Severino e Cupra Marittima: «Eravamo appassionati del tema, ci occupiamo anche del periodo Medievale». I loro sono veri e propri spettacoli che hanno portato anche fuori dai confini nazionali
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I ragazzi durante le prove

 

di Iralba Murati

Matteo Diamantini, 38 anni di San Severino è il presidente dell’ associazione culturale “Grifone della scala” che comprende anche il gruppo “Nova Bellatores”, Davide Meschini, 25 anni e Filippo Pacini, 25 anni, sono i referenti. I ragazzi spiegano come la passione per la storia li ha uniti e Cecilia Paciaroni, 36 anni, di Macerata, presenta invece il punto di vista femminile raccontando anche di aver trovato l’amore grazie all’associazione e di essersi sposata con Matteo Diamantini.

nova-bellatores-5-325x225«Partecipavamo al palio dei castelli a San Severino ed eravamo appassionati di storia. Abbiamo pensato che sarebbe stato importante dar vita ad un’associazione che si occupi di ricostruzione storica e di scherma antica. Nel 2003 siamo nati con il nome “Grifone della scala” e ci occupavamo solamente del periodo Medievale, nel 2011 abbiamo deciso di soffermarci anche sul periodo romano e dare importanza alla figura del gladiatore, creando il gruppo Nova Bellatores», afferma Matteo Diamantini. Le partecipazioni di associati hanno visto un aumento nel corso degli anni e molti sono stati gli eventi a cui i ragazzi hanno partecipato. «La rievocazione consiste nel ricordare il periodo storico, la ricostruzione nel “riportarlo in vita” attraverso l’utilizzo di vestiti, armi, cucina. Siamo arrivati a ricostruire entrambe i periodi». L’ allenamento nel settore scherma antica è riconosciuto come attività sportiva dilettantistica che richiede una determinata tecnica. «Il nome Nova Bellatores è stato scelto per il gruppo che si occupa del periodo Romano dopo aver fatto una ricerca, intendendo come significato summa: guerrieri nuovi nel corpo e nello spirito. Il nostro motto è “Onore et Umiltà”» afferma Davide Meschini, referente del gruppo.

nova-bellatores-2-325x232L’associazione ha più sedi, si trova a San Severino, a Macerata e a Cupra Marittima: «Ci siamo sviluppati molto nel tempo e cerchiamo di rimanere in continuo aggiornamento. Siamo stati chiamati ad eventi in diversi luoghi d’Italia, ma anche all’estero in Croazia, Germania, Olanda, Francia, Slovenia. Siamo orgogliosi di poter rappresentare la storia attraverso vari spettacoli», afferma Davide Meschini. La messa in scena richiede una determinata preparazione, Davide Meschini infatti ammette: «Si accompagna la base marziale all’interazione con il pubblico, bisogna studiare nei dettagli le azioni del combattimento. Durante l’esibizione scegliamo uno speaker che si occupa di coinvolgere gli spettatori, chi combatte invece entra nell’ottica del guerriero che si trova nell’arena ed esalta il pubblico attraverso suoni, azioni e veri propri gesti teatrali». Filippo Pacini, altro referente del gruppo dichiara: «La fase di ricerca e di studio è molto importante perché ci permette attraverso la ricostruzione delle fonti storiche di riportare in vita l’intero periodo storico e curare ad esempio i dettagli della messa in scena, degli accampamenti, dei costumi e delle tradizioni.

 

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Le ragazze dell’associazione

 

Gli associati sono circa 50 e la fascia d’età varia dai 16 ai 40 anni circa: «La nostra è un associazione no- profit siamo partiti dal nulla e attraverso gli eventi siamo in grado di ottenere un ricavo per poter mandare avanti l’attività pagando le palestre ed i materiali di cui abbiamo bisogno», afferma Filippo Pacini.

nova-bellatores-3-261x400L’associazione accoglie numerose presenze femminili, una tra loro è Cecilia Paciaroni, che spiega: «Mi sono innamorata del medioevo, dell’associazione ed è proprio così che ho conosciuto mio marito, condividiamo la passione e questo ci ha unito ancora di più». Cecilia Paciaroni racconta che sin da bambina aveva una grande passione per la storia: «sono sempre stata una persona molto timida ma in realtà da quando dieci anni fa sono diventata membra dell’associazione, mi sono messa in gioco più volte. Quando qualche ragazza si avvicina all’attività, cerco di metterla a proprio agio e di estrapolare l’aspetto su cui le interessa di più soffermarsi. E’ importante rendere utili i pregi di ciascun membro dell’associazione». Le ragazze del gruppo sono numerose e dividono i propri ruoli in base agli interessi specifici: «Abbiamo fonti che testimoniano che nell’epoca romana esistevano donne che combattevano, quindi anche le ragazze dell’ associazione possono scontrarsi. Anche io ho provato ad allenarmi ma serve molta costanza, ora mi occupo del settore culturale e apprezzo molto che altre ragazze si mettano in gioco sul campo». Cecilia Paciaroni conclude dicendo che gli eventi a cui ha partecipato l’hanno riempita di sensazioni positive: «Ti arricchiscono gli spettacoli, sia in Italia che all’estero. Si crea un confronto diretto con nuove realtà. Alla fine dei giochi solitamente si crea un momento conviviale tra lingue diverse e culture diverse, ed è una sensazione unica».



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