Ex fornace Smorlesi, Catena:
«Non c’è amianto disperso
Acquaroli ci aiuti a riqualificare l’area»

MONTECASSIANO - Il sindaco si appella al governatore, accusandolo di non aver mai risposto all'amministrazione. Poi un punto sulla nuova relazione ambientale: «I risultati evidenziano la necessità di una riparazione per le aree danneggiate che dovranno essere sistemate con interventi limitati di confinamento o incapsulamento». Per i rifiuti abbandonati a terra ci sarà un provvedimento a parte
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Valle-Cascia-Smorlesi

Una visione satellitare dell’area

 

«Non ci sono fibre di amianto nell’aria. Abbiamo indicato i prossimi interventi da fare e per quanto riguarda i rifiuti abbandonati stiamo lavorando a un ulteriore provvedimento. Tutti gli atti verranno inviati alla Procura». In sinstesi questo il messaggio del sindaco di Montecassiano Leonardo Catena che torna sulla questione dell’ex Fornace Smorlesi a Valle Cascia. Sottolineando l’amarezza perché il governatore Francesco Acquaroli ha ricevuto un comitato di cittadini ma «a oggi non ha dato formalmente alcuna disponibilità» invece alle richieste di collaborazione dell’amministrazione: «Ha trovato il tempo di ricevere i rappresentanti di un Comitato civico con cui, forse per affinità politica (ossia Fratelli d’Italia), ha avuto modo di interloquire. Trovo questo fatto non solo irrituale ma anche irrispettoso verso tutti i montecassianesi, in particolare verso i cittadini di Valle Cascia che si sono comprensibilmente preoccupati della vicenda. Mi auguro che da qui in avanti la Regione mostri attenzione non solo ricevendo i supposti “amici di partito” ma soprattutto mettendo in campo le risorse per finanziare il progetto di riqualificazione che l’amministrazione comunale sta predisponendo. Bisogna allontanare con i fatti il cattivo pensiero che alcuni vogliano speculare politicamente su questa vicenda senza avere minimamente a cuore la risoluzione delle problematiche. Noi abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo la nostra parte. Ci auguriamo che anche il presidente non si sottragga a questo impegno e trovi il modo di confrontarsi anche con l’Aamministrazione comunale e individuare le risorse necessarie per intervenite concretamente».

Catena passa poi agli esiti della relazione della ditta Marzetti srl che ha curato per circa 6mila euro il piano di aggiornamento della valutazione dello stato di conservazione dei materiali contenenti amianto presenti nelle coperture dei fabbricati costituenti l’ex complesso industriale Smorlesi.

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Leonardo Catena

«In data 22 e 25 febbraio 2021 sono stati svolti i sopralluoghi presso il complesso dell’ex fornace Smorlesi per la verifica del rispetto delle ordinanze n. 18 del 28 dicembre 2020 e n. 1 del 29 gennaio 2021, alla presenza dei seguenti uffici ed enti: Ufficio Tecnico Comunale e Comando Regionale dei Carabinieri Forestale “Marche” di Recanati – spiega Catena -. Il Comune il 1 aprile 2021 ha chiesto agli stessi soggetti inadempienti la documentazione necessaria a conoscere i nominativi delle ditte che hanno eseguito i lavori di demolizione, rimozione attrezzature e recupero materiali presso l’ex fornace Smorlesi dal 1 luglio 2018 ad oggi. In data 2 aprile 2021 è stata acquisita la suddetta documentazione. Sintetizziamo a seguire gli esiti della valutazione sullo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto svolta dalla Marzetti srl in aggiornamento rispetto alla relazione della Paneco srl redatta a marzo 2019. La valutazione include un “indice di degrado” che offre un giudizio sullo stato di conservazione delle coperture (che ha 4 livelli: buono, discreto, scadente e pessimo) e un “indice di esposizione” (con 3 livelli: basso, medio e elevato) sulla valutazione del rischio per la salute. Dalla relazione si evince che sono presenti porzioni e frammenti di lastre abbandonate a terra e rotte dall’urto di un mezzo meccanico. Questi frammenti non erano indicati nella relazione del 2019 redatta dalla Paneco e sono pertanto successivi a quella data. La Marzetti ha eseguito anche due prove con campionamento ambientale di masse d’aria con prelievo della durata di 6 ore di oltre 3 mila mc di aria e dalle analisi non si sono rinvenute fibre di amianto nell’ambiente.  L’azione degli agenti atmosferici non ha prodotto un danneggiamento tale da far affiorare in superficie fibre di amianto o la creazione di accumuli di fibre nella parte inferiore dell’onda di lastra e in tutti i tetti con lastre di amianto non trattate si evidenzia il discreto stato di conservazione delle coperture integre. Anche per i residenti degli edifici limitrofi non si crea una situazione di pericolo perché lo stato di conservazione delle coperture non determina a priori un pericolo per la popolazione.  Tutti gli edifici presentano uno stato di conservazione discreto, ad esclusione di uno che è in buono stato, e un indice di esposizione medio. Una situazione pertanto non allarmante che andrà controllata nei prossimi anni ma che non desta preoccupazione nel breve e medio periodo. Pertanto, i risultati evidenziano la necessità di una riparazione per le aree danneggiate che dovranno essere sistemate con interventi limitati di confinamento o incapsulamento. Alla luce di quanto sopra e di tutte le premesse non riportate in questa sintesi, ma visualizzabili nel testo completo pubblicato sul sito, è stata emanata l’ordinanza n. 10 del 8 aprile 2021 che elenca gli interventi da fare, sulla base della relazione presentata dalla Marzetti, edificio per edificio e a terra, e indirizzata al Commissario Liquidatore e al Commissario Giudiziale del Concordato Preventivo Smorlesi Gaetana, Cecilia & C. S.r.l. in liquidazione, entro e non oltre 20 (venti) giorni dalla notifica dell’ atto. Per il trattamento dei rifiuti abbandonati a terra stiamo lavorando su un ulteriore provvedimento – conclude il sindaco -.Gli atti verranno inviati alla Procura della Repubblica».

 

«Lastre di amianto nel degrado e rifiuti nella ex cava»



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