«Zone a fascia e mille colori,
nessun aiuto e zero ristori»
La protesta di baristi e ristoratori

ECONOMIA - Sono una quarantina gli aderenti all'associazione brum che hanno appeso a vetrine e banconi un cartello per far sentire la propria voce. «Le nostre attività non sono luoghi di contagio. Chi ci additava come co-responsabili della diffusione dovrebbe, dopo tutto questo tempo, ragionare e cercare colpevoli altrove»
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Uno dei baristi aderenti alla protesta

 

Un cartello realizzato in maniera “casareccia” e appeso al bancone o alla vetrina della loro attività. «Zone a fascia e mille colori, nessun aiuto e zero ristori» è lo slogan scelto da baristi e ristoratori marchigiani che fanno parte dell’associazione Brum che hanno scelto di far sentire oggi la loro voce.  cartelli_baristi_brum-8-325x244«Siamo imprenditori stremati  – si legge in una nota firmata da una quarantina di esercenti –  con piccole attività danneggiate da una grande crisi. Comprendiamo a pieno le criticità del momento e vorremmo presentarvi quelle che ci riguardano. In questo anno siamo stati tra i settori più “osservati”, sia a livello mediatico sia a livello legislativo. Per quello che concerne il nostro territorio la quasi totalità dei locali ha mantenuto un atteggiamento ligio, comprensivo e si è adattato, con non pochi sforzi, a tutte le normative uscite di volta in volta. Dopo un anno i dati possono confermare che le nostre attività non sono sicuramente luoghi di contagio.
Chi ci additava come co-responsabili della diffusione e della situazione in generale dovrebbe, dopo tutto questo tempo, ragionare e cercare colpevoli altrove. Ancora meglio sarebbe cercare soluzioni per le categorie che hanno sofferto più di altre questa crisi. Vorremmo far comprendere le gravi criticità che riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, le nostre vite e di tutti coloro che lavorano con noi direttamente e come “indotto”».
cartelli_baristi_brum-9-300x400La protesta riguarda anche i ristori: «Dopo un anno ci permettiamo di riprendere la parola per dire che le ripercussioni economiche molti di noi le hanno già assaggiate e vi garantiamo da esperti che non hanno un buon sapore. Alcuni hanno già chiuso, altri rischiano di farlo a breve e dalle istituzioni sono arrivati pochi aiuti, come fossero delle “briciole a pioggia”. Nel 2020 i numeri parlano chiaro, abbiamo perso molto, chi il 30% chi il 40% chi più del 50%. Sono arrivati in forma di aiuto/ristori ecc cifre irrisorie con cui siamo forse riusciti a pagare qualche affitto e qualche bolletta. Abbiamo deciso di tornare a farci sentire perché da fine 2020 non abbiamo visto alcun aiuto e/o avuto nessuna notizia certa da parte delle varie istituzioni. Stiamo aspettando i Ristori di Natale».

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