Unicam, sviluppo del vaccino a Dna:
«Progetto in fase preliminare»

RICERCA - Già chiesto un finanziamento alla Regione a dicembre. Lo studio sarebbe condotto in collaborazione con altri enti. Il rettore Pettinari: «Nella tragedia della pandemia si comprende che sostenere la ricerca scientifica significa investire sul nostro benessere»
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Claudio Pettinari

 

Un progetto, ancora in fase preliminare, per il «potenziale sviluppo di un vaccino a Dna anti-Sars-Cov2 e la sua validazione, in collaborazione con altri enti di ricerca». Ad annunciarlo è l’Università di Camerino, che si sta impegnando su più fronti per supportare la lotta al Covid attraverso la ricerca scientifica. In ballo c’è quindi «il progetto per il potenziale sviluppo di un vaccino a Dna anti-Sars-Cov2 e la sua validazione, condotto in collaborazione con altri enti di ricerca». Unicam precisa che «il progetto è ancora in fase preliminare ed è stato presentato a finanziamento, nel mese di dicembre, alla Regione Marche. È indubbio quindi che, – spiega l’università – pur non inserendosi nella filiera della produzione farmaceutica e non producendo pertanto direttamente farmaci e vaccini, il contributo della ricerca, da parte degli atenei italiani, sia ancora una volta fondamentale».

Un annuncio che fa il paio con le intenzioni della giunta regionale che sta premendo insieme ad altre Regioni da un lato per poter acquistare autonomamente i vaccini, dall’altro per premere l’acceleratore sugli studi e produzioni italiane degli stessi, come ha detto ieri l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini. «In questa enorme tragedia della pandemia che ha colpito la popolazione mondiale – afferma il rettore Claudio Pettinari – stiamo iniziando a comprendere l’importanza e il valore della ricerca condotta nei laboratori degli atenei e dei centri di ricerca. Sostenere la ricerca scientifica, che è sempre suffragata dalla veridicità dei dati significa investire su noi stessi, sul nostro benessere, sulla nostra quotidianità, oltre che sui nostri giovani, sul loro futuro e sul futuro dell’intera società».

Unicam ricorda infine le tante ricerche e prodotti sviluppati in questo anno di pandemia: «Dal protocollo di cura ideato dal professor Giacomo Rossi, ed attualmente in fase di sperimentazione in alcuni Paesi, della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, alla stampa delle valvole per i respiratori utilizzate in terapia sub intensiva a cura della Scuola di Architettura e Design, agli studi sull’andamento dell’epidemia e sull’efficacia delle misure di contenimento, della Scuola di Scienze e del Farmaco, fino all’allestimento, che ha ottenuto il recente accreditamento nell’albo della Regione Marche, di un laboratorio per effettuare il servizio di test delle mascherine chirurgiche, sempre della Scuola del Farmaco, alle attività di supporto alle aziende del territorio che hanno prodotto e messo in commercio igienizzanti per mani e/o superfici, la ricerca di Unicam è stata ancora una volta al servizio della collettività».

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