«Nelle Rsa è in atto una strage
Servono dati ufficiali e personale»

LA DENUNCIA di Stefano Tordini per le segreterie provinciali unitarie del Sindacato pensionati: «Chiederemo un incontro con i vertici sanitari e amministrativi. Non possiamo più tollerare che circa un terzo dei decessi di questa pandemia sia da attribuire agli anziani ospiti nelle residenze»
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Il segretario Stefano Tordini

 

«La strage nelle residenze per anziani della nostra provincia continua con un’escalation inaccettabile. I dati dei contagiati e dei decessi, nonostante le ripetute richieste da parte delle organizzazioni sindacali dei pensionati, ad oggi non sono mai stati ancora forniti». A denunciarlo è Stefano Tordini per le segreterie provinciali unitarie del Sindacato pensionati. «Siamo tuttora costretti a tenere una contabilità della situazione degli ospiti contattando direttamente le residenze e le case di riposo e facendo riferimento alle notizie giornalistiche – prosegue Tordini -. Dopo Villa Cozza di Macerata con 50 ospiti contagiati si sono succedute le residenze di Maestà di Urbisaglia con 47 ospiti di Loro Piceno e Mogliano positivi, di Tolentino con 80 ospiti positivi, di San Severino con 61 ospiti positivi, di di Sarnano con 6 ospiti positivi, di Urbisaglia con 26 ospiti positivi, fino ad arrivare in questi ultimi giorni alla residenza di Porto Recanati con 18 ospiti positivi, 7 dei quali deceduti e alla residenza di Esanatoglia con 52 ospiti positivi, 8 dei quali deceduti. Dati naturalmente in evoluzione. Tutto ciò avviene con moltissimi operatori sociosanitari ed infermieri infettati ed altri ancora, costretti in quarantena. Dopo giorni drammatici in cui non si riusciva a garantire nemmeno il minimo di assistenza e dopo gli appelli accorati dei sindaci, sono in alcune realtà arrivati alcuni medici ed infermieri delle Forze Armate, ed aspettando loro nel frattempo, nessuna riorganizzazione o riprogrammazione nessun altro tipo di intervento. Fino a l’altro ieri ad Esanatoglia con 18 operatori contagiati non era arrivato nessun sostegno in termini di personale. Le Organizzazioni sindacali Unitarie Pensionati della provincia di Macerata esprimono tutta la loro preoccupazione ed indignazione per questa mancata azione di rafforzamento dell’assistenza territoriale e del mancato sostegno tempestivo per far fronte alle insostenibili condizioni in cui vengono a trovarsi gli ospiti e gli stessi operatori delle residenze per anziani, che sempre più invece ne abbisognano. Non basta la presenza delle Usca e l’arrivo dei pochi medici ed infermieri militari che null’altro possono oltre al loro mirabile lavoro ed impegno».

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I medici militari arrivati alla casa di riposo di Tolentino

Prosegue Tordini: «Come già fatto nella fase precedente della pandemia, chiederemo di nuovo incontri: con la direzione dell’Area Vasta 3, i direttori di Distretto Sanitario, quelli di Ambito Territoriale Sociale e del Dipartimento di prevenzione, con i sindaci, con il Prefetto per sollecitare e supportare azioni forti d’intervento a carattere organizzativo che riguardino le strutture, il personale e gli ospiti, ed ancora, di nuovo, per conoscere i dati ufficiali della situazione facendo in modo concretatamene di tutelare la salute degli anziani e del personale. Questa condizione ostinata di attesa ad ogni dramma che si concretizza deve immediatamente smettere, è inammissibile che essa non evolva in azioni di tipo sanitario ed assistenziale che fanno capo alla Sanità, per prima, insieme alla politica poi con i suoi strumenti e risorse a disposizione, che hanno il compito e la responsabilità nonché il dovere di mettere in sicurezza ed in condizione di operare ed osteggiare veramente il susseguirsi di queste sciagure. Siamo vicini alle amministrazioni locali che vedono esplodere queste situazioni nei propri comuni e territori dovendo spesso rimanere quasi inermi e privi di possibilità d’intervento; non è facile alleviare il loro sconforto di fronte a tali scenari. Come sindacato pensionati – conclude Tordini -, non possiamo più tollerare che circa un terzo dei decessi di questa pandemia sia da attribuire agli anziani ospiti nelle residenze».

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