Paolorossi a Sarnano posta foto sui social:
arrivano i carabinieri in albergo
«Nessuna multa, ero lì per lavoro»

IL SARTO di Filottrano racconta: «Con me c’erano anche un imprenditore del calzaturiero e del cashmere. Ma qualcuno, dopo aver letto il mio post su Facebook e Instagram che ironizzava sulle zone gialle, arancioni e rosse, ha chiamato i militari, che hanno accertato che non ci fossero irregolarità». Poi la provocazione: «Non escludo di tornare in montagna per piacere, sono tentato di dormire nell’hotel e mangiare nel ristorante interno e farmi fare una bella multa per dare un segnale, trasgredendo davvero le regole»
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Luca Paolorossi sulla neve di Sarnano

 

Weekend di relax sulla neve e in albergo a Sarnano per lo stilista Luca Paolorossi, in barba ai divieti della zona arancione? E’ quello che devono pensato in tanti dopo aver visto le foto postate sui social media dal sarto di Filottrano, in giacca e vento e panama sullo sfondo imbiancato delle montagne maceratesi. «Invece no. Sabato e domenica ero semplicemente ospite in un albergo di Sarnano per fare le ultime prove e consegnare gli abiti di un cliente, lo stesso proprietario dell’hotel, che oggi era in partenza per Dubai. – racconta lui stesso a telefono – . Con me c’erano anche un imprenditore del calzaturiero e del cashmere. Ma qualcuno, dopo aver letto il mio post su Facebook e Instagram che ironizzava sulle zone gialle, arancioni e rosse, ha chiamato i carabinieri». Sabato sera così i militari sono entrati nell’albergo. «E hanno fatto il loro dovere ma dopo tutti gli accertamenti del caso non ci hanno elevato alcuna multa perché tutti eravamo lì per lavoro, come certificato le prenotazioni e i documenti  – evidenzia Luca Paolorossi – Io mi sposto di frequente anche fuori regione, tutti i giorni e nei fine settimana ma solo a causa del lavoro. Oggi ad esempio sono nel mio showroom a Milano. Ma a pensarci bene, certo non escludo di tornare in montagna per piacere nel prossimo fine settimana: sono tentato di dormire nell’hotel e mangiare nel ristorante interno e farmi fare una bella multa per dare un segnale, trasgredendo davvero le regole». Nel frattempo, però, le Marche potrebbero tornare in zona gialla con possibilità di spostamenti fuori Comune.

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Luca Paolorossi

Tra una battuta pungente e l’altra lo stilista ricorda che tutta la filiera della moda è stata duramente colpita dalla pandemia. «L’emergenza sanitaria ha creato un’emergenza economica non solo in Italia ma in tutta Europa. Le aziende della moda ne risentono fortemente con cali di fatturato spaventosi. – rimarca – Dopo un anno di emergenza Covid  io ho quasi perso un milione di euro di fatturato e non ho ricevuto alcun ristoro dallo Stato. Sono stanco, arrabbiato e demoralizzato, la mia azienda dà lavoro a 40 dipendenti ai quali devo garantire lo stipendio, oltre pensare alla sussistenza della mia famiglia. Anche il polo produttivo tessile e della moda di Filottrano, con aziende con centinaia di lavoratori, è segnato da questa pandemia e c’è grande preoccupazione per il futuro dell’occupazione, per quello che potrà accadere nei prossimi mesi. La ripresa non è vicina. Tutto il comparto, per qualcuno considerato ‘il settore dell’effimero’, è stato messo in ginocchio. I mercati orientali, i cinesi in primis, vengono a fare spesa da noi ma con lo sconto. Sanno che ci sono i magazzini pieni di merce e acquistano i capi a prezzi stracciati. Tempo due anni e se il governo non cambierà passo, se non ci ascolterà, finirà che molte aziende crolleranno e saranno a loro volta acquistate a quattro soldi. Il senso di gravità della situazione lo si coglie soprattutto a Milano che vive in una atmosfera di depressione totale. Ci sono imprenditori della ristorazione alla canna del gas che hanno tentato di farla finita». Paolorossi, che è anche titolare del lussuoso ristorante Villa Gentiloni di Filottrano tempio delle serate vip, spende anche una parola per il mondo dell’intrattenimento, abbandonato e ripiegato su se stesso, tra lockdown e chiusure reiterate ormai da mesi. «Il mondo della notte non ha proprio interlocutori, neppure tra le associazioni di categoria.- commenta con amarezza – Temo che presto, dato il contesto, in molti inizieranno lo sciopero fiscale e poi che succederà? Con il crollo dei consumi saranno problemi davvero tutti, anche i dipendenti pubblici che in questa situazione maledetta sono gli unici ad avere la certezza dello stipendio e del posto di lavoro».

Redazione CA



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