«Violenze sulla nipotina»,
nonno condannato a sei anni

TREIA - Sotto accusa un settantenne che oggi la sentenza del Gup del tribunale di Macerata. La difesa è pronta a fare appello: «Prove contraddittorie»

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L’avvocato Narciso Ricotta

 

Sei anni per violenza sessuale sulla nipotina: questa la sentenza per un settantenne di Treia che era imputato al gup del tribunale di Macerata. La sentenza è arrivata oggi con rito abbreviato. All’uomo vengono contestate presunte violenze verso la nipote da quando lei aveva otto anni (nel 2011) e che sarebbero andate avanti per sette anni. La minore sarebbe stata costretta a subire atti sessuali, l’accusa (sostenuta dal pm Enrico Riccioni, che oggi ha chiesto la condanna a 8 anni) contesta al 70enne di aver toccato le parti intime della bambina.

Epiodi che sarebbero avvenuti in diversi luoghi, ad esempio quando l’uomo si trovava al mare con la nipote, o in auto, o quando andavano a fare le commissioni. Ma nel 2016 e nel 2017 l’uomo, continua l’accusa, si sarebbe spinto più in là e avrebbe costretto la nipote ad avere dei rapporti sessuali completi. I fatti sarebbero andati avanti sino al luglio del 2018.

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L’avvocato Renato Coltorti

Per l’accusa non ci sono dubbi sul fatto che l’uomo abbia costretto la bambina a subire le violenze. Idem sostiene la parte civile, si è costituita la mamma della ragazza (assistita dall’avvocato Narciso Ricotta). Il difensore dell’imputato, l’avvocato Renato Coltorti, oggi ha sostenuto con forza come le accuse mosse al suo assistito non sussistono chiedendone l’assoluzione. Il giudice Claudio Bonifazi ha condannato l’imputato a 6 anni. «Leggeremo le motivazioni e penso faremo certamente appello – dice Coltorti -, per noi la prova era contraddittoria».

(Gian. Gin.)

 

* Il nome dell’imputato non viene indicato per evitare che la vittima possa divenire riconoscibile


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