Sopravvissuto ai lager,
medaglia d’onore per Bruno Baldassarri
GIORNO DELLA MEMORIA - Il prefetto Ferdani domani consegnerà il riconoscimento al classe 1920 residente a Tolentino e a quindici eredi di persone deportate nei campi di concentramento

Il prefetto di Macerata Flavio Ferdani
Domani le storie di 16 cittadini deportati e internati nei campi di concentramento avranno voce nel “Giorno della Memoria”, celebrata nei comuni di rispettiva residenza nel rispetto della normativa anticovid. Il prefetto di Macerata Flavio Ferdani consegnerà le medaglie d’onore concesse dal Presidente della Repubblica (su proposta della presidenza del Consiglio dei Ministri) a 15 eredi insieme ai sindaci di rispettiva residenza, mentre una sarà consegnata direttamente a Bruno Baldassarri, classe 1920 sopravvissuto ai lager, ancora in vita e residente a Tolentino. «La legge 20 luglio 2000 numero 211 ha riconosciuto il 27 gennaio giorno della memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani internati nei campi nazisti – si legge nella nota della prefettura -. La cerimonia costituirà un giorno fondamentale per rammentare come l’olocausto e le tragedie che ne sono derivate non si esauriscono nel tempo, ma costituiscono tragici eventi che sono parte della storia e dell’essenza stessa dell’umanità. È fondamentale quindi un impegno che si rivolga a ciascuno di noi per mantenere la memoria di coloro che hanno superato la soglia dell’orrore e per operare invece a favore dell’armonia tra gli uomini». Di seguito i nomi delle persone insignite: Pacifico Marchegiani e Sante Vecchi (Macerata), Idolo Cento e Gino Natali (Potenza Picena), Concetto Cameli, Ulderico Ciccarelli, Celestino Massi (Civitanova), Mariano Salvatelli (Corridonia), Bruno Baldassarri, Antonio Canzonetta, Ezio Scarpacci, Mario Zanetti (Tolentino), Vincenzo Meo (Belforte), Corrado Maraviglia (Camerino), Pietro Tobaldi (Cingoli) e Giuseppe Porfiri (Montecassiano).
Ma dove e a che ora sarà questo evento?
Nomi a me sconosciuti. Che abbraccio con commozione… Io ero un bambino mentre essi soffrivano… L’unico impegno oggi è che quei tempi non ritornino.
Ora, si cerca di fare di ogni erba un fascio. I fascisti sono da condannare in blocco. I buoni sono gli antifascisti. Dimenticando i crimini di ambedue le parti.
Voglio ricordare che un fascista di Corridonia, il dottor Giuseppe Bartolazzi, per noi sor Peppe Bartolazzi, che era stato pure Podestà di Corridonia, nascose una famiglia di ebrei in un appartamento “blindato” in casa sua, al centro storico di Corridonia, salvandoli. Passava loro da una finesta i viveri… Egli rischiò la sua vita, perchè i tedeschi, che erano in città, lo avrebbero deportato nei campi di concentramento, qualora avessero fatto irruzione in casa sua. Non so quanti miei concittadini sanno di questa storia. Io, che la conosco, voglio dirla. Perchè non tutti i fascisti furono criminali. Già che ci sono, voglio ricordare Mario Rapanelli (non mio parente), il quale, mentre tutti gli altri fascisti fuggivano verso la Repubblica Sociale Italiana, egli rimase a Corridonia come Podestà e Capo della Milizia. Se il CLN cittadino lo salvò dalla fucilazione fu perchè egli aprì alla popolazione il consorzio agrario e i magazzini della ditta Bellentani che macellava le carni, prima che i tedeschi razziassero. E pure perchè non fece circondare dalla “Disperata” di Macerata quella zona Cigliano-Perella dove erano rifugiati i partigiani di Corridonia, molti dei quali avevano giocato con lui da ragazzi, e di cui conosceva i genitori. Credo chd molti fascisti salvarono gli ebrei e pure i partigiani. Quindi, guardiano i fatti. Con ciò, la condanna del Fascismo, del Nazismo, del Bolscevismo e di ogni dittatura comunista è un obbligo morale e politico.
Dobbiamo cominciare a rivedere la Storia, dando a Cesare quel che è di Cesare.