Addio al regista Luciano Gregoretti
«Il suo entusiasmo visionario
ci aiutò a scoprire nuovi orizzonti»

LUTTO - E' morto a Roma a 92 anni, il funerale domani alle 14,30 nella sua San Severino. La moglie: «Non ha mai dimenticato le sue origini». Lavorò per cinema, teatro, tv e per oltre due decenni fu docente all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Il ricordo dell'ex direttrice Paola Ballesi

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Luciano Gregoretti

 

Regista, sceneggiatore, scenografo, docente: Luciano Gregoretti era tutto questo e molto altro. Ma soprattutto per Macerata è stato uno dei punti di riferimento dell’Accademia di Belle Arti. Il suo cuore ha smesso di battere ieri a Roma a 92 anni. Con lui la moglie Maria Teresa Copelli e il figlio di lei Stefano. «Era stato ricoverato al Gemelli dopo una caduta, stava benissimo nonostante l’età – racconta la moglie – poi l’hanno dimesso anche se noi eravamo contrari e da poco più di una settimana era a casa con ossigeno, medico e infermieri. Lui voleva essere curato a casa, però ha resistito pochi giorni».  Il funerale domani alle 14,30 nella chiesa di San Domenico a San Severino, sua città natale che aveva conservato sempre nel cuore. «Aveva già acquistato due loculi nel cimitero di San Severino – continua la moglie – uno per me e l’altro per lui. Nonostante abbia passato molto tempo a Roma, tornava sempre a San Severino. Lì c’erano le sue radici e non l’ha mai dimenticato. La sua casa era inagibile per il terremoto, altrimenti ci saremmo trasferiti da tempo».

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Luciano Gregoretti e la moglie Maria Teresa Copelli alla mostra di Serrapetrona

Gregoretti ha attraversato cinema, teatro, televisione e l’insegnamento. Per 23 anni ha tenuto un corso all’Abamc.  Nel 2015 a palazzo Claudi di Serrapetrona venne realizzata una mostra sulla sua carriera. «Nel periodo pionieristico della fondazione e del radicamento nel nostro territorio dell’Accademia di Belle Arti di Macerata – ricorda Paola Ballesi, già direttrice dell’Accademia e docente universitaria – Luciano Gregoretti è stato uno dei suoi punti di riferimento quale docente del corso di Regia, un ruolo che ha svolto con autentica passione per più di un ventennio. Era titolare di un insegnamento che, solo  a partire dalla prima metà degli anni settanta, insieme ad altri, fu inserito tra le discipline delle Accademie italiane accanto a quelle tradizionali di Pittura, Scultura, Decorazione e Scenografia, con lo scopo di rispondere alle nuove esigenze culturali e formative«.

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Gregoretti con gli allievi Abamc, 1971

«E il prof. Gregoretti – continua Ballesi – svolse quel magistero non solo con grande dedizione, ma anche con l’entusiasmo dell’innovatore anticipando e interpretando al meglio la cosiddetta cultura del progetto che di lì a breve avrebbe ridefinito la mission di queste istituzioni, di pari passo con i nuovi ordinamenti più rispondenti alle esigenze emergenti dal mercato del lavoro e dell’innovazione, come nel caso della collaborazione con la Stagione lirica dello Sferisterio per il Barbiere di Siviglia del 1980. Proprio queste furono le motivazioni che accompagnarono il riconoscimento che nel 1994, in veste di direttore dell’Accademia maceratese, ebbi modo di attribuirgli in occasione della sua messa in quiescenza omaggiandolo con una medaglia di bronzo, forgiata dal nostro collega scultore Claudio Candelaresi, sul cui fronte era rappresentato un volo di uccelli che viaggiavano in formazione verso nuovi orizzonti, che solo l’arte può schiudere e che Luciano con il suo entusiasmo visionario ci insegnò a scoprire».

(redazione CM)


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