«Incapacità e basso profilo morale,
il peso della giunta Tartabini
scaricato sulla città»

POTENZA PICENA - Attacco del Pd all'amministrazione, oltre all'aumento della Tari contestato anche un altro caso: «Un imprenditore affittuario del Comune prima ristruttura la propria attività e poi a cose fatte presenta il conto alla Giunta che, senza fatture e senza controlli, decide con apposita delibera di elargire senza batter ciglio un contributo di 30.000 euro»

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Noemi Tartabini

 

«Nel 2020 la giunta Tartabini ha iniziato a scaricare il peso della propria nullità gestionale e della propria incapacità progettuale sulle spalle dei cittadini con una raffica di gravosi aumenti, dalla Tari all’Imu, che vanno a incidere pesantemente sui bilanci delle famiglie già alle prese con problemi drammatici. Famiglie di cui i nostri amministratori si proclamano ad ogni occasione strenui paladini ma che nel caso della Tari sono state le uniche ad essere colpite». E’ l’accusa che arriva dal Pd di Potenza Picena, che mette nel mirino l’amministrazione del sindaco Noemi Tartabini, che cita anche il caso di una ristrutturazione pagata dal Comune. A dire dei dem, infatti, avrebbe aumentato tasse e tariffe, tra cui quella sui rifiuti. «Ma a questi aumenti – aggiunge il Pd – è forse corrisposto un miglioramento dei servizi? Assolutamente no.  Sul fronte dei rifiuti la graduatoria della raccolta differenziata ci vede, per quantità, sotto la media provinciale, quando fino al 2014 ne siamo stati ai vertici. Anche la qualità sta vedendo un deciso peggioramento vista l’assenza di controlli mirati a garantire il rispetto delle regole. Così facendo tra l’altro non si premiano i cittadini virtuosi ma quelli più indisciplinati. All’orizzonte non si intravede alcuna iniziativa sul fronte della riduzione del rifiuto, obiettivo indispensabile se si vogliono evitare ulteriori aumenti dei costi di gestione. Ma accanto a questi nuovi vizi la nostra giunta non manca di coltivare quelli già tristemente noti. Infatti l’Amministrazione Tartabini continua a riservare agli amici un trattamento di riguardo secondo l’ormai consolidato metodo Iliac. In questo caso un imprenditore affittuario del Comune prima ristruttura la propria attività e poi a cose fatte presenta il conto alla Giunta che, senza fatture e senza controlli, decide con apposita delibera di elargire senza batter ciglio un contributo di 30.000 euro. Incapacità di gestione e basso profilo morale sono alla base di un fallimento amministrativo ormai sotto gli occhi di tutti, che la comunità comincia a pagare a carissimo prezzo».




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