«Molte amministrazioni comunali della nostra provincia stanno in questi giorni decidendo come destinare alcune somme residue provenienti da risparmi di esercizio. Vari e tutti giusti i criteri scelti da ciascun sindaco per assegnare le risorse, piccole o grandi che siano. La Cna Macerata tuttavia ha proposto loro di destinarle principalmente per il sostegno al tessuto economico e produttivo costituito dai piccoli imprenditori». E’ quanto propone l’associazione in una nota. «Occorre tener conto – si legge nella lettera di Cna inviata ai sindaci – che un numero crescente di lavoratori autonomi a causa della crisi economica innescata dal Covid, in particolare le donne, si trovano al di sotto della soglia della povertà ma non figurano ufficialmente come disoccupati. E’ un dato oggettivo che i lavoratori autonomi sono storicamente esclusi dagli ammortizzatori sociali applicati invece ai lavoratori dipendenti ed ai disoccupati e che rispetto alla tutela in caso di malattia sussiste una evidente discriminazione tra i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e quelli autonomi». Date queste premesse, l’associazione di categoria maceratese chiede esplicitamente agli amministratori locali «la concessione di una indennità straordinaria in favore di artigiani, piccoli imprenditori e lavoratori autonomi che risultino, o siano, positivi al Covid e che sono dovuti restare in isolamento domiciliare e in quarantena». Secondo il direttore Cna Macerata Luciano Ramadori questo criterio «è oggettivo, facilmente verificabile e va a colmare una lacuna dei vari ristori nazionali e regionali fino ad oggi previsti. Anche il Parlamento Europeo attraverso una apposita risoluzione, si è espresso in materia di scarsa protezione sociale per i lavoratori autonomi. Come associazione siamo disponibili con ciascuna amministrazione locale per concordare azioni congiunte e modalità concrete di intervento a supporto dei lavoratori autonomi».
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