Pesticidi e salute dei bambini
Una ricerca per valutare il rischio

CIVITANOVA - Il progetto "Peach" è stato attivato nella Pediatria dopo alcuni casi segnalati dal 2018 di anticipi puberali nelle aree del nostro territorio con maggiore attività agricola

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L’ospedale di Civitanova

Indagare il rapporto tra esposizioni ai pesticidi e comparsa di segni di pubertà precoce nelle bambine. Questo l’obiettivo del progetto “Peach”, la ricerca attivata nella Pediatria di Civitanova. Un progetto finanziato dal ministero della Salute, che vede la collaborazione dei medici e delle infermiere di Pediatria, diretta dalla dottoressa Enrica Fabbrizi, con l’Istituto Superiore di Sanità, coordinatore della ricerca e la facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agroalimentari e Ambientali dell’Università di Teramo, con il supporto dei colleghi di Ginecologia ed Ostetricia.

«Il progetto ha avuto inizio nel 2018 grazie alla osservazione da parte dei pediatri di famiglia, di un incremento di numero di anticipi puberali proprio in alcune aree del nostro territorio dove maggiore era l’attività agricola – spiega la dottoressa Fabbrizi -. Negli ultimi 15 anni infatti la comparsa degli eventi puberali, che generalmente avviene dopo gli 8 anni nelle femmine e dopo i 9 anni nei maschi, ha progressivamente presentato una diminuzione nell’età di inizio.

Questo, non solo perché c’è più benessere, mangiamo meglio, abbiamo una vita più agiata, ma anche perché siamo circondati da una serie di sostanze inquinanti che possono portare ad un anticipo dell’inizio di quei cambiamenti nell’aspetto del corpo dei nostri bambini. Come sappiamo molti pesticidi sono oramai riconosciuti dalla scienza come “disturbatori del sistema endocrino” dal momento che possono interferire con la produzione ed attività degli ormoni sessuali, tiroidei e del sistema neuroendocrino. La popolazione è esposta ai pesticidi principalmente attraverso il cibo e i bambini, in considerazione della loro fase di crescita, della dieta e degli stili di vita, sono tra i più vulnerabili.

Nonostante le difficoltà e il rallentamento che la pandemia ha inflitto inevitabilmente a tutte le attività del reparto di Pediatria e Ginecologia del nostro ospedale, lo studio sta procedendo con la valutazione delle bambine, l’analisi delle loro urine e la valutazione di questionari alimentari. I risultati, che saranno oggetto di pubblicazioni scientifiche e che verranno divulgati alla popolazione, ci permetteranno di avere in maniera più chiara una valutazione del potenziale rischio che gli alimenti possono comportare per la salute dei nostri piccoli a seconda dei livelli di esposizione», conclude Fabbrizi.




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