Il sogno del libraio che resiste al sisma:
«Ho perso tutto a livello economico
ma non la voglia di continuare»

LA STORIA - Graziano Pazzelli ha traslocato il suo negozio "Gulliver" da Camerino all'area commerciale post terremoto di Muccia trasformandolo nel “Caffè letterario Leone”: «Nella mia categoria siamo dei don Chisciotte contro i mulini a vento ma senza libri non so come avrei affrontato i momenti più bui. Sono andato avanti, l’unica possibilità che avevo era quella di trasferire il tutto dentro ad un container»
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Graziano-Pazzelli-e-Cinzia-Boldrini

Graziano Pazzelli insieme alla compagna Cinzia Boldrini

 

di Monia Orazi

Come nel film “Highlander, l’ultimo immortale”, dopo il terremoto è rimasta solo una libreria nella zona dell’entroterra che va dai comuni dell’alta valle del Fiastrone, l’alta Valnerina sino a Camerino. Resiste alle difficoltà del post sisma ed ora prova a resistere a quelle dell’emergenza Covid. Si tratta della libreria di Graziano Pazzelli che dalle mura solide di contrada Varano e dal nome Gulliver, l’esploratore di un noto libro per ragazzi, è approdata al container della zona commerciale “Il Punto” di Muccia, che si trova lungo la vecchia 77 ed al nuovo nome “Caffè letterario Leone”.

Per una ventina di comuni, escludendo centri maggiori come Matelica, Tolentino e San Severino, è l’unico punto di riferimento per chi ama i libri, per sentirsi immersi in un luogo senza tempo e pieno di pagine da sfogliare, anche se a delimitarlo sono muri provvisori di lamiera ed isolante. A Camerino la libreria universitaria “Loggia di Sisto V” non ha più riaperto, sotto i portici di piazza Cavour resta transennata al piano terra del palazzo arcivescovile inagibile. Spiega Pazzelli: «Qui la situazione è questa, la nostra è una libreria in una zona pedemontana, faceva da collante a tutti i comuni. Il sisma del 2016 ci ha distrutti, purtroppo il 95 percento delle case sono tutte inagibili. L’unica possibilità che avevo era quella di trasferire il tutto dentro ad un container. Da lì ho proseguito il mio sogno. Ho perso tutto da un punto di vista materiale ed economico, ma non ho perso questo entusiasmo di continuare con i libri, di mettere a disposizione la mia esperienza alle persone. Io vedo la libreria con un ruolo terapeutico, un libro può curare. A me personalmente nei momenti più bui, mi sono tornati utili tutti i libri letti in passato, senza i quali non so come avrei reagito ed affrontato i vari problemi». Alle difficoltà del terremoto si sono aggiunte quelle per il Covid, ma al momento Pazzelli non ha avuto supporto esterno: «Già noi librai non navighiamo nell’oro, siamo dei don Chisciotte contro i mulini a vento. Sono andato avanti, senza mai avere una forma di supporto, prendevo il Cas per l’affitto, mi è venuto meno. Ci troviamo a combattere giornalmente contro la burocrazia, con costi da sostenere, senza un aiuto concreto per poter tirare avanti». Uno dei libri che Pazzelli consiglia per questo periodo complicato è di oltre sessant’anni fa, il seguito scritto da Jack Kerouac per il manifesto della beat generation “Sulla strada”: «Io essendo un po’ idealista consiglio “I vagabondi del Dharma”, immagino una costruzione della società con altri parametri e valori, dove regni l’equità e ci siano meno disuguaglianze, soprattutto cooperazione e meno competizione. Se vogliamo salvare il pianeta e noi stessi dobbiamo cambiare paradigma, dal capitalismo senza regole, le multinazionali che stanno distruggendo il pianeta, l’animo umano, il condividere, dobbiamo come nel rugby per andare avanti dobbiamo passare la palla indietro»



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