«Sono giovanissime e con alta istruzione
le maggiori vittime di molestie sul lavoro»

MACERATA - Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: il punto in un convegno online organizzato dall’Ambito Territoriale Sociale 15, in collaborazione con Cgil, Cisl, Uil. Silvia Spinaci: «Avvengono soprattutto nel momento del colloquio e dell’assunzione, l’81% delle donne non parla per paura di conseguenze»
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Claudia-Santoni

Claudia Santoni, presidente dell’Osservatorio di genere

 

di Giulia Ciarlantini

«Potrebbe sembrare una buona notizia che durante il lockdown l’occupazione delle donne in smart working è aumentata, se non fossero aumentati anche i casi di violenze domestiche». A parlare Claudia Santoni, presidente dell’Osservatorio di genere, ed ultima relatrice del convegno “In rete contro la violenza”, avvenuto in diretta Zoom oggi pomeriggio, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. «La conquista dei diritti della donna avvenuta in Italia è innegabile, ma deve essere interpretata – continua la Santoni – sono state assunte più donne, ma spesso per ragioni molto diverse dalla parità» come la carenza di uomini in tanti settori, tipo quello scolastico, la paga minore che incoraggia l’assunzione femminile, nonché le condizioni di precarietà e part time che rendono le donne cuscinetti ammortizzatori comodi in momenti di crisi.

L’iniziativa, organizzata dall’Ambito Territoriale Sociale 15, in collaborazione con Cgil, Cisl, Uil, nasce dalla necessità di confronto tra i componenti della Rete locale antiviolenza, nata in seguito alla sottoscrizione alla Prefettura di Macerata, del Protocollo di intesa per il contrasto alla violenza di genere. Infatti, «essendo quello della violenza sulle donne un fenomeno estremamente esteso, fondamentale l’integrazione di diversi interventi», afferma Valeria Pasqualini, assistente sociale dell’Ats 15, che ha diretto e moderato gli interventi. «Ci sono costanti meccanismi di dominazione nei vari campi. C’è tutto un prima che determina la violenza dopo – continua Claudia Santoni, parlando dei compromessi a cui molte donne devono scendere, per inserirsi mondo del lavoro – Troppe volte lo smart working è una scelta non autodeterminata, ma involontaria e condizionata».

Ad aprire la conferenza i saluti dell’assessore ai Servizi sociali di Macerata Francesca D’Alessandro, del coordinatore dell’Ats 15 Carla Scarponi e del presidente dell’Ordine degli assistenti sociali Marche Marzia Lorenzetti. Tra le relatrici inoltre le docenti Natascia Mattucci dell’Università di Macerata e Barbara Re dell’ateneo di Camerino, ed Elisa Giusti coordinatrice dello sportello Cav “Sos Donna”. «Secondo i dati, la fascia delle donne vittime maggiore è quella delle giovanissime, con medio-alta istruzione – spiega Silvia Spinaci, segretaria Cisl Macerata  – le molestie avvengono soprattutto nel momento del colloquio e dell’assunzione, l’81% delle donne non parla per paura di conseguenze». Per questo necessario sviluppare un efficiente sistema di aiuti, dove i sindacati hanno un ruolo molto importante, «un esempio è quello del congedo indennizzato». Paola Colletti, assistente sociale della Casa Rifugio “Giuditta”, una delle 5 riconosciute nelle Marche, ha esposto il programma di reinserimento sociale e assistenza rivolto alle ospiti, sottolineando l’importanza della reintegrazione. «Una delle fasi più difficili è quella del dopo – conclude  Santoni – del ri-orientamento della donna, della ricucitura del distacco che la vittima ha da se stessa e dalla propria identità».

 

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