«Paga o roviniamo il tuo matrimonio»,
uno degli arrestati patteggia

RICATTO - I carabinieri fermarono tre persone che finirono in manette per aver cercato di estorcere 5mila euro a una donna. Oggi il procedimento si è concluso per uno di loro

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«Paga cinquemila euro o inviamo una foto a tuo marito sulla tua relazione extraconiugale». Questa sarebbe la minaccia fatta ad una donna che vive in un comune delle costa del Maceratese e che portò, lo scorso maggio, all’arresto di tre persone con l’accusa di estorsione. Una di queste, Andrea Ignazi, 47enne di Fermo, oggi ha patteggiato in fase di indagine a 1 anno e 10 mesi. L’udienza si è svolta davanti al gip Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata. Ignazi, per l’accusa, sarebbe uno dei tre uomini che parteciparono al presunto ricatto, realizzato grazie ad un fotomontaggio. L’ideatore del piano, per la procura, era stato un 33enne settempedano, Matteo Mulinari, che aveva poi coinvolto i due presunti complici, Ignazi e Stefano Palasciani, 59enne romano.

SIMONE-SANTORO

L’avvocato Simone Santoro

La donna invece di pagare, aveva chiamato i carabinieri che si erano poi presentati sul luogo dell’appuntamento per la consegna dei soldi, che era stato fissato vicino al cinema Multiplex di Piediripa di Macerata.

I carabinieri (a operare i militari della Compagnia di Civitanova) avevano individuato le persone che avrebbero dovuto recuperare la borsa contenente le banconote contrassegnate in precedenza, riuscendo così a bloccare nell’immediatezza Palasciani, incaricato al ritiro, e Ignazi, fungeva da “palo”. Mulinari invece era stato arrestato a distanza di circa 8-9 ore, alle 3 di notte, dopo essere stato convocato in caserma, a San Severino, dei carabinieri. L’avvocato dell’uomo, Giancarlo Giulianelli, ha fatto ricorso e pende la Cassazione in merito alla sussistenza della flagranza per l’arresto. Mulinari nega di essere coinvolto nella estorsione. Ignazi, difeso dall’avvocato Simone Santoro, ha deciso di patteggiare in fase di indagine. Indagine che per gli altri, difeso dagli avvocati Giancarlo Giulianelli e Marco Polini, è in corso.

(Gian. Gin.)

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Sulla vicenda interviene l’avvocato Giancarlo Giulianelli: «Mulinari è stato arrestato alla caserma di San Severino alle 3 di notte, circa 8-9 ore dopo i fatti, e arrestato dopo che i carabinieri lo avevano invitato a recarsi alla stazione, senza che vi fosse alcun arresto. Lui ha seguito i carabinieri e alle 3 di notte lo hanno arrestato. Questo fatto è oggetto di giudizio in Cassazione, sulla sussistenza o meno della flagranza di reato, e la decisione è attesa a giorni. Inoltre emerge dagli atti di indagine che Mulinari non conoscesse la vittima, e la vittima non conosceva lui. E inoltre il mio cliente non conosceva nemmeno Palasciano».

 

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