I 200 anni dello Sferisterio:
«Nato durante una pandemia,
simbolo per superare le difficoltà»

MACERATA - Il convegno si è svolto ieri in Arena, introdotto dall'assessore Casetta. Assente Silvano Iommi, che ha promosso l'iniziativa, dopo un drive test che ha dato esito positivo al Covid
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
sferisterio-200-650x481

Il convegno sullo Sferisterio

 

I duecento anni dello Sferisterio, dalla posa della prima pietra a oggi. Il convegno si è svolto ieri nella gran sala Piero Cesanelli. Promosso per ricordare i 200 anni dalla posa in opera della prima pietra dell’arena, grande assente il promotore dell’iniziativa, l’assessore Silvano Iommi, che prima del convegno si è sottoposto ad un drive test che ha dato esito positivo al Covid. «Sto bene» ha detto rassicurato Iommi. In seguito al controllo l’assessore ha dovuto rinunciare ad essere presente all’iniziativa (rimandata ad altra occasione la sua relazione sulla storia dell’Arena). Il convegno è stato introdotto dall’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta che ha portato i saluti del sindaco Sandro Parcaroli: «Siamo qui per ricordare i 200 anni dalla posa della prima pietra di questa Arena nata dalla generosità di tanti maceratesi che qui scelsero di costruire un luogo dedicato al gioco del bracciale e poi diventato un luogo ideale per il canto e lo spettacolo – ha detto Casetta -. Un luogo a noi caro, unico e al quale tutti i maceratesi sono legati e dal quale ci sentiamo rappresentati. Nato in un periodo di profonda difficoltà per la città, colpita da una crisi pandemica dovuta alla diffusione del tifo petecchiale che colpì Macerata e lo Stato Pontificio causando migliaia di vittime, che portò poi ad una profonda crisi economica e sociale ma grazie alla generosità di tanti privati e del Comune nacque un luogo unico e ancora simbolo della città dopo più di 200 anni e la città superò ogni difficoltà. Uno spazio che mi auguro rappresenti anche la capacità di ognuno di noi di superare le difficoltà di questo momento storico riuscendo ad accogliere le nuove sfide che ci vengono presentate e che continui ad unire tutte le migliori energie del territorio ancor strette intorno ad un progetto di rinascita e pronte a dimostrare che deve esserci sempre speranza e ottimismo per un futuro che nell’immediato può sembrarci pesante e difficile ma che può trasformarsi invece in una sfida per ipotizzare nuove soluzioni creative e culturali per la rinascita della nostra città». È stato poi proiettato un video a cura di Luigi Ricci a cui è poi seguito l’intervento di Alberto Meriggi dal titolo “Il gioco del pallone col bracciale. Rapporto tra due grandi dell’800 marchigiano Giacomo Leopardi e Carlo Didimi”. Il convegno si è avvalso del patrocinio dell’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, della Società civile dello Sferisterio Eredi dei Cento consorti, del Centro studi storici maceratesi, dell’Archivio di Stato e dell’Ordine degli Architetti, della Reggia Picena e dell’associazione culturale Le Casette.

Covid, l’assessore Iommi: «Test rapido positivo ma sto benissimo»



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X