Atti sessuali su due cuginette,
ex compagno della zia
condannato a 10 anni

MACERATA - Sotto accusa un 69enne. Le violenze sarebbero andate avanti per diversi anni, fino a quando le vittime avevano trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori. Oggi si è chiuso il processo davanti al gup del tribunale di Macerata
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di Gianluca Ginella

Molestie sessuali a due cuginette, condannato a dieci anni l’ex compagno di una zia delle minori. L’uomo era imputato davanti al gup del tribunale di Macerata dove oggi si è chiuso il processo con rito abbreviato. Il giudice ha preso in esame, nel corso del procedimento, fatti che sarebbero avvenuti nell’arco di alcuni anni, fino al 2016. Vittime due bambine.

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Il pm Vincenzo Carusi

Una di loro avrebbe subito i presunti abusi va parte del compagno di una zia, un 69enne di Macerata, amico dei suoi genitori, da quando aveva 5 o 6 anni (nel 2007) e fino al 2016. Secondo l’accusa l’uomo si sarebbe approfittato della piccola quando i genitori gliela affidavano, credendo appunto fosse un amico. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Carusi, la piccola sarebbe stata costretta a subire una serie di atti sessuali. Altra vittima una cuginetta della bambina. Anche lei avrebbe subito le violenze nel corso di diversi anni, da quando non ne aveva ancora compiuti dieci e sempre fino al 2016. Le due minori avevano poi iniziato a farsi tra di loro delle confidenze su ciò che avevano subito e alla fine avevano trovato il coraggio di raccontare tutto ai loro genitori.

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L’avvocato Alessandro Marcolini, che assiste la parte civile

Questi, sconvolti da quei racconti, avevano fatto denuncia ed erano partite le indagini per approfondire quanto esposto dai genitori. Le due minori erano state sentite nel corso di un incidente probatorio e avevano confermato tutto. Il pm ha chiesto la condanna a 10 anni. E questa è stata la pena decisa dal giudice Domenico Potetti che ha condannato l’imputato per violenza sessuale su minore. Al processo si sono costituiti parte civile i genitori e le ragazzine, tutelati dagli avvocati Alessandro Marcolini e Simona Nasso. La parte civile ha insistito nella richiesta di condanna e sottolineando la validità delle prove emerse nel corso delle indagini. Il 69enne, difeso dagli avvocati Olindo Dionisi e Fabrizio Giustozzi, ha sempre respinto le accuse che gli venivano contestate. La difesa sostiene che il fatto non sussista e che non sia vero quanto viene contestato.

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Ndr – A tutela delle vittime di violenze sessuali non viene indicato il nome dell’imputato per evitare che possa condurre a scoprirne l’identità.

 



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