Fallimento della Parima,
due condanne per bancarotta

MACERATA - Lo storico panificio ha chiuso nel 2013. Sotto accusa davanti al gup l'ex amministratore unico Giacomo Bonifazi, e Luca Gastreghini, presidente del Cda della Gastreghini srl

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La Parima chiusa

 

La crisi della Parima di Macerata era scoppiata all’improvviso quando i dipendenti erano stati avvisati di non presentarsi al lavoro e all’azienda i cancelli vennero chiusi. Era il luglio del 2013 e lo storico panificio venne dichiarato fallito nel novembre di quell’anno. Per il crac dell’azienda oggi sono stati condannati in due, con rito abbreviato, per bancarotta. Si tratta di Giacomo Bonifazi, 52 anni, di Montecassiano, amministratore unico dal 14 dicembre 2007 della Parima Macerata srl e Luca Gastreghini, 51, jesino, presidente del Cda della Gastreghini srl che deteneva il 50% del capitale sociale della Parima Macerata srl. Bonifazi è stato condannato a 1 anno, 4 mesi e 10 giorni, Gastreghini a 1 anno e 4 mesi (per entrambi pena sospesa). Secondo l’accusa, allo scopo di creare un pregiudizio ai creditori, avrebbero, in particolare, sviato la clientela dalla Panifici Riuniti Macerata srl (della quale avevano affittato il complesso aziendale nel 2005), poi confluita in Parima srl. Clienti che sarebbero stati dirottati verso una società concorrente, la Gastreghini srl, attraverso la raccolta di ordini da parte della Parima Macerata srl, ma con la produzione che veniva fatta dalla Gastreghini, che fatturava direttamente la vendita dei prodotti alla clientela. Viene inoltre contestato a entrambi di aver distratto beni strumentali trasferiti alla Gastreghini.

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L’avvocato Laura Ricci

L’accusa parla di una cella frigo, una macina zucchero, due macchine dosatrici, una betoniera, alcun carrelli, una macchina confezionatrice e varie altre attrezzature utilizzate nel panificio. A Bonifazi viene inoltre contestato di aver sottratto beni strumentali di proprietà della Panifici riuniti Macerata srl. Tra l’altro, l’accusa parla di un fornello, una stampa, 3 poltrone metalliche, un fax, un bidone aspiratutto, una impastatrice, una friggitrice, 119 carrelli in ferro, 90 cassette per il pane. Bonifazi è difeso dall’avvocato Ricci, Gastreghini è assistito dai legali Doriano Gabrielli e Gabriella Gabrielli. Parte civile si era costituita la curatela fallimentare, assistita dall’avvocato Gerardo Pizzirusso. Il processo si è svolto con rito abbreviato davanti al giudice Domenico Potetti.

(Gian. Gin.)

 

 

 

 

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