Daniele Silvestri “abbraccia” Tolentino
«Voglia mostruosa di tornare a suonare»

MUSICA - «Fate la cosa giusta, mantenete le distanze» ha detto il cantautore ai 900 spettatori che hanno preso parte al concerto allo stadio Della Vittoria. Le mascherine non hanno impedito ai presenti di cantare. Apertura al femminile con Maria Antonietta, voce indie marchigiana
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di Francesca Marsili (foto di Andrea Petinari)

«Il titolo non è solo quello di una canzone – ha detto salutando il pubblico-  ma ora abbiamo capito che vuole dire tante cose: essere qui con voi stasera è la cosa giusta. Ricominciare a cantare è la cosa giusta. Ma anche mantenere le distanze è una cosa giusta». Con queste parole Daniele Silvestri ieri sera ha aperto il suo concerto: “Fa la cosa giusta tour 2020” sul palco allestito allo Stadio della Vittoria di Tolentino.

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Il palco al Della Vittoria

Le mascherine, in totale rispetto delle norme anti Covid, non hanno impedito agli oltre 900 fan del cantautore romano presenti allo spettacolo, di unirsi in coro e intonare in un crescendo di energia: “E salirò, salirò, salirò….”. Il concerto non poteva che iniziare proprio col brano che dà il nome al tour, ovvero “La cosa giusta”, come a voler significare che tornare a suonare dal vivo, oltre che per la soddisfazione personale dell’artista e del pubblico è la cosa giusta da fare anche per chi vive di musica e ha bisogno di lavorare per vivere. Una trentina di canzoni, oltre due ore e mezza di concerto per l’unica tappa marchigiana dell’artista che non lo vedono mai abbassare il livello dei contenuti e della musica. Neppure quando i toni si fanno più leggeri, come su: “Le cose che abbiamo in comune”, “Desaparecido”, “Gino e l’Alfetta” “Salirò”, fino alla chiusura con l’immancabile “Testardo”. Una scaletta poco più che improvvisata che ha scelto tra le altre: “Quali alibi”, “Le strade di Francia”,” Il mio nemico” e molte altri successi riproposti con nuovi arrangiamenti. Con la sua scrittura vulcanica e traboccante Daniele Silvestri, che ama giocare con le parole come un prestigiatore, ha coinvolto il pubblico, canzone dopo canzone, snocciolando i brani (alcuni a richiesta) che in questi 25 anni gli hanno permesso di diventare uno dei punti di riferimento del cantautorato italiano contemporaneo. «Avevamo una voglia mostruosa di tornare a suonare» ha confessato Silvestri allargando le braccia alla sua band e riprendendo fiato tra un pezzo e l’altro. daniele-silvestri-tolentino-2020-foto-ap-14-325x217Trasportata da un alito di vento fresco che ha accarezzato la serata, l’emozione di essere di nuovo sul palco è arrivata sino alle gradinate occupate quasi sino al massimo della capienza, abbracciando un pubblico in una sorta di liberazione collettiva, un rompere le catene attraverso la musica. «E’ il momento in cui riassaporiamo alcune libertà che davamo per scontate, questa riconquista ci è sembrata la cosa giusta ed è stata una scommessa farlo, un vanto. Ma senza di voi non esisterebbe niente di tutto questo – dice rivolgendosi al pubblico del Della Vittoria arrivato dalle diverse province marchigiane -. Grazie, senza di voi qui davanti non avrei potuto far lavorare le persone che amo». Un grazie che ha il sapore della “cosa giusta”. Sul palco con Daniele Silvestri c’era la sua band storica al gran Gabriele Lazzarotti (basso), Piero Monterisi (batteria), Gianluca Misiti e Duilio Galioto (tastiere e sintetizzatori), Daniele Fiaschi (chitarre), Marco Santoro (fagotto e tromba) e José Ramon Caraballo Armas (tromba e percussioni)

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Maria Antonietta

Apertura al femminile per il concerto di Daniele Silvestri, con la voce indie ( unica nel panorama italiano) della cantautrice, musicista e scrittrice pesarese Maria Antonietta, pseudonimo di Letizia Cesarini, che si è esibita sul palco con chitarra e voce. Febbraio 2020 Maria Antonietta ha partecipato alla 70esima edizione del Festival di Sanremo, cantando “Si può dare di più” nella serata dedicata ai duetti insieme a Francesca Michielin e Levante.
La tappa marchigiana è stata curata da Eclissi eventi.

 

 

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