Movida, Ripari di Cabaret provoca:
«A Macerata tutti fuorilegge
A Civitanova sono dei santi»

IL TITOLARE del locale del centro e candidato consigliere con La città di tutti sulla nuova ordinanza del ministro della Salute: «La decisione di chiudere le discoteche non lascia molto stupiti, la decisione di fare indossare le mascherine dopo le 18 nei luoghi del divertimento è simpaticamente originale. Ora vorrei far notare come le regole anti covid non sono mai state prese in considerazione nei centri del divertimento, mentre qui si sono chiusi locali e fatte crociate per cento persone in giro la sera»
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Serata di movida a Macerata del giugno scorso

di Luca Patrassi
Il balletto delle mascherine è al centro delle polemiche estive, specialmente per il risvolto che da oggi coinvolge i locali che fanno (meglio, facevano) musica, all’aperto o al chiuso. Già la differenza di numeri tra Macerata e Civitanova è abissale, ma le foto pubblicate dagli stessi protagonisti sui social lasciano intendere che in riva al mare il clima è stato più mite, caldo torrido sempre ma con più libertà di muoversi senza troppi vincoli, mascherine e non. Tradotto: a Civitanova il sindaco Fabrizio Ciarapica ha con orgoglio sottolineato come la città ha avuto un boom di presenze turistiche, a Civitanova i gestori di diversi locali hanno sottolineato con piacere il successo delle loro serate, a Macerata l’unico che è riuscito a trovare a Ferragosto un centinaio di turisti tutti insieme – in piazza alle 12 per il giro dei pupi dell’orologio della torre – è stato l’assessore regionale alla Protezione civile, il maceratese Angelo Sciapichetti, il cui essere spesso presente sul campo è stato alfine premiato. Se Civitanova rideva, ora un po’ meno per via dello stop ai locali con musica, Macerata “piange”, non miseria ma un po’ di stizza c’è. Se ne fa interprete il contitolare del bar Cabaret, e anche candidato consigliere alle comunali nella civica di centrosinistra La Città di Tutti, Giorgio Ripari.
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Giorgio Ripari

«Dall’ennesima ordinanza ministeriale si possono trarre delle riflessioni che riguardano la nostra città – esordisce Ripari – La decisione di chiudere le discoteche (casualmente dopo il weekend di ferragosto) non lascia molto stupiti, la decisione di fare indossare le mascherine dopo le 18 nei luoghi della movida è  simpaticamente originale. Ora vorrei far notare come le regole anti covid-19 non sono mai state prese in considerazione nei centri, per lo più rivieraschi, della movida (quella vera), mentre a Macerata si sono chiusi locali e fatte crociate per cento persone in giro la sera. Ultima la denuncia ad un signore la sera di ferragosto dove in giro per la città ci saranno state venti persone,  perché cantava. C’è stato un “giro di vite” dopo le serate “incandescenti” della movida, con restrizioni ad hoc riguardo le modalità e gli orari di somministrazione da parte dei locali. Ora mi chiedo se le modalità dei controlli e dei trattamenti siano stati e sono equivalenti per tutti. Non è possibile – conclude – che a Macerata siamo tutti fuori legge mentre a Civitanova sono dei santi. La politica e le autorità cittadine  non possono far passare questo messaggio».

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