Il tricolore sul muro dello Sferisterio
di Marco Ribechi (foto di Andrea Petinari)
Un Trovatore incredibilmente emozionante, davanti ai sindaci della Provincia. E’ stata una serata da pelle d’oca quella offerta allo Sferisterio di Macerata che ha visto l’esecuzione del capolavoro di Giuseppe Verdi sotto forma di concerto.
I sindaci della Provincia con la fascia
Ad aprire la serata però è stato l’Inno di Mameli che ha risuonato solenne tra le colonne dell’arena, con un tricolore gigante proiettato sul muraglione del bracciale. Tra il pubblico infatti, con indosso le fasce tricolori, i sindaci dei vari comuni del Maceratese, arrivati per ascoltare il bel canto e anche per intessere relazioni politiche in vista delle prossime elezioni del 20 e 21 settembre. Dopo la quarantena, il virus e la crisi economica che ogni analista ritiene sia alle porte (anche se per ora l’economia locale sembra girare discretamente) alzarsi in piedi e sentire Fratelli d’Italia eseguito magistralmente è un bel monito di responsabilità alla coscienza degli amministratori.
Sul palco la Form
Tornando al motivo della serata, l’opera lirica, dispiace che l’evento non sarà replicato di nuovo perché si è trattato di un successo straordinario. Chi non vi ha preso parte, immaginando che senza scenografia e senza il recitativo sarebbe stato uno spettacolo inferiore, evidentemente non conosce la potenza visiva che può avere un’orchestra di 57 elementi sul palco circondata dal coro. Sempre nascosta nella buca questa volta l’Orchestra Filarmonica Marchigiana ha potuto mostrarsi in tutto il suo splendore armonico riempiendo lo spazio di vibranti emozioni sotto la direzione magistrale del Maestro Vincenzo Milletari. Perfetta e solenne così come solenne è stato il coro lirico marchigiano Vincenzo Bellini del maestro Martino Faggiani (coadiuvato da Massimo Fiocchi Malaspina) che ne Il Trovatore ha letteralmente “trovato” la sua perfetta dimensione. Sessanta coristi vestiti di nero hanno offerta una compattezza unica al canto, esaltata dalla staticità della scena. La forma concerto ha regalato proprio questo aspetto solenne che invece nel movimento scenico e nel recitativo tende a ridursi. E’ stato quindi il trionfo totale della musica che si è lasciata apprezzare nella sua forma più viscerale e pura.
Un momento del concerto
Ma magistrali e a tratti commoventi sono stati anche i cantanti protagonisti che, liberi dai vincoli dei tempi scenici, dai costumi e dai movimenti prestabiliti, si sono potuti concentrare esclusivamente sull’aspetto vocale completando l’opera che sotto nessun punto di vista può dirsi inferiore a quelle normalmente allestite. Tutti emozionanti e in estrema forma, dal vendicativo Massimo Cavalletti (Conte di Luna), al fiero e regale Luciano Ganci (Manrico) dotato di strabordante presenza scenica, ai sempre puntuali e incisivi Davide Giangregorio (Ferrando), Fiammetta Tofoni (Ines), Didier Pieri (Ruiz), Massimiliano Mandozzi (il vecchio zingaro). Degne di nota, ma non per mera cavalleria, le prove delle due donne, l’innamorata e commovente Roberta Mantegna (Leonora) e la superba Veronica Simeoni (Azucena) il cui canto trasmetteva un pathos elettrico contagioso. Realmente perfetta sotto ogni punto di vista è stata lei a ragione la più applaudita, migliore tra i migliori, sommersa di “Brava, brava” al termine dello spettacolo. Inutile a dirlo il pubblico ha vissuto l’esplosiva chiusura con un coinvolgimento tale che i battiti delle mani sono stati fortissimi, crescenti e continuativi. La formula concerto ha dunque trionfato e sarebbe una buona idea riproporla anche in annate future per esaltare la musicalità e rendere protagonista un’orchestra che merita anche di essere vista, vanto per tutta la regione e anche per l’Italia intera.
Don Giovanni, scroscio d’applausi Lo Sferisterio vince la sfida (FOTO)
Il sindaco di Recanati Antonio Bravi
Robertino Paoloni (Loro Piceno) e Paolo Francesco Giubileo (Urbisaglia)
Alessio Vita (Belforte), Osvaldo Messi (assessore Appignano) e in fondo a destra Luca Piergentili (Sarnano)
Romano Carancini (Macerata) con la moglie e il presidente della Provincia Antonio Pettinari
Il prefetto Flavio Ferdani
Il selfie di Sandro Parcaroli (candidato sindaco del centrodestra a Macerata) e Francesco Acquaroli (candidato governatore del centrodestra)
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