Porto Potenza, la stagione entra nel vivo:
«E’ meglio del previsto
Abbiamo anche guadagnato prenotazioni»

VIAGGIO tra balneari e chalet in questo primo scorcio d'estate, per la maggior parte il bilancio è più che positivo nonostante le difficoltà legate alle misure anti covid. Giuseppe Carbone, titolare del Solero: «Probabilmente c'è voglia di godersi il mare dopo mesi di reclusione»
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La spiaggia di Porto Potenza con gli ombrelloni distanziati

 

di Giulia Ciarlantini

Le nuove vele posizionate all’entrata di Porto Potenza annunciano che anche per il lungomare potentino l’estate 2020 è ufficialmente cominciata, addirittura «meglio del previsto. Le prenotazioni non sono diminuite, anzi» sostiene Giuseppe Carbone, titolare del Solero, nonché presidente dell’associazione dei balneari. «Non abbiamo perso gente -aggiunge – forse ne abbiamo guadagnata, probabilmente per la voglia di godersi l’estate dopo mesi di reclusione». Morena Marabini del Giamirma concorda sull’inaspettata affluenza di persone: «Quest’anno abbiamo quasi tutti gli ombrelloni pieni, le aspettative erano più basse» .

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Giuseppe Carbone, titolare del Solero

Per quasi tutti i balneari il distanziamento non è stato un problema, anche grazie all’aiuto del comune che ha consentito l’occupazione di parti di spiaggia libera: «Abbiamo perso 3 ombrelloni per fila, che recupereremo con una fila extra, e abbiamo chiesto 10 metri di spiaggia libera», spiega Marabini. Sebbene molti non abbiano risentito di cambiamenti nelle presenze dallo scorso anno, per altri riempire gli ombrelloni è stato meno facile, come per Sandro Castagnani, titolare di San Diego Beach: «I posti non sono diminuiti, perché avevo già le metrature abbastanza larghe, ma sono diminuite le prenotazioni», spiega. Al massimo quattro persone per postazione, per la maggior parte famiglie, con molti piccoli non facili da gestire nei parchi appena riaperti. «Il parco giochi è organizzato a turni, una singola famiglia per volta. E disinfettiamo tutto due volte al giorno», aggiunge Castagnani . Campi da beach, invece, ancora chiusi, in attesa di poter essere riutilizzati. Nel frattempo c’è chi ha sfruttato lo spazio in altri modi, come giuseppe carbone: «Uno è stato adibito ad area aperitivo, con tavolini in plexiglass e ombrelloni». I più penalizzati dalle norme anti covid  sono stati i ristoranti, spesso riorganizzati sotto verande nel tentativo di recuperare posti. Il proprietario di San Diego beach afferma di aver «dimezzato i posti. Da 40 a 20».

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Morena Marabini e il marito, titolari di Giamirma

Il Giamirma, con un totale di 60 posti, ha già affrontato un battesimo due settimane fa: «Allucinante – commenta la titolare  – siamo molto precisi sul rispetto delle norme. Abbiamo diviso tutte le famiglie, con tavoli da due se necessario. Se vediamo un gruppo più grande di persone, facciamo tutte monoporzioni evitando i vassoi. La bottiglia in mezzo la lasciamo purché sia una sola persona a servirla». C’è, invece, chi come Giuseppe Carbone ha considerato l’opzione asporto. «Ognuno ha il proprio sacchetto monouso: abbiamo fatto degli appositi tavolini da mettere sotto gli ombrelloni». Un’estate meno spensierata degli scorsi anni, piena di limitazioni e regole, rispettate, tuttavia, per reale convinzione della loro utilità o timore di salate multe? «In tanti ci hanno detto che siamo in pochi ad essere così scrupolosi, ma noi continueremo perché vogliamo evitare qualsiasi lamentela, vogliamo essere in regola, nonostante dire al cliente ‘no’ sia difficile a volte», confessa Morena Marabini, che evidenzia anche l’inefficacia e paradossalità di molti vincoli, poiché rispettati solo dalla metà dei locali. «Spero che tutto questo finisca il prima possibile – aggiunge – La mattina occorre un’ora solo per misurare le temperature ai dipendenti e far firmare tutti i moduli». Con lei concorda Sandro Castagnani: «Provvedimenti esagerati, qualsiasi esperto saprebbe spiegare che con queste alte temperature e tali livelli di iodio non sono necessari, specialmente se nel frattempo sono frequentate discoteche all’aperto».

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Sandro Castagnani, titolare San Diego Beach

Le spese affrontate per regolarizzare gli stabilimenti hanno rappresentato il nemico principale dell’inizio stagione, come nel caso del Solero: «Mille euro solo per le docce: prima entrambe calde in cabina, ora fuori, divise da plexiglass». O del Giamirma: «Le spese sono state molte, soprattutto all’inizio, ora fortunatamente le normative si sono allentate». Nonostante le difficoltà economiche per la riorganizzazione, Carbone sottolinea che i balneari hanno «deciso tutti insieme di lasciare i prezzi invariati», comprendendo la situazione di molti italiani che «dopo mesi senza stipendio e la situazione incerta di settembre, hanno qualche esitazione prima di prendere lo stagionale», evidenzia Castagnani con un sorriso malinconico in volto. «La stagione è iniziata piano piano – conclude Carbone – perché non c’è mai stata una dicitura scritta precisa su cosa fare, non sapevamo a chi affidarci, ma ora sembra aver preso il via e sono fiducioso».

 

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Il lungomare di Porto Potenza

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Il ristorante dello chalet Giamirma

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Ombrelloni distanziati in spiaggia

 



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