Crac milionario Les Tropeziennes,
due condanne e un’assoluzione

CIVITANOVA - Imputati per bancarotta fraudolenta due ex amministratori e un liquidatore dell'azienda che produceva scarpe di lusso, dichiarata fallita nel 2012. Per Massimo Palazzo un anno e due mesi, due anni a Filippo Battaglia, assolto Salvatore Michele Maria Majorana
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Il tribunale di Macerata

 

Bancarotta fraudolenta da un milione di euro dell’azienda Les Tropeziennes Chaussurres, due condanne e un’assoluzione. E’ quanto stabilito oggi dal collegio penale del tribunale di Macerata, presieduto dal giudice Daniela Bellesi. Imputati erano tre due ex amministratori e un liquidatore della ditta con sede a Civitanova che produceva scarpe di lusso: Massimo Palazzo, 60 anni, residente a Macerata, difeso dall’avvocato Paolo Giustozzi; Salvatore Michele Maria Majorana, 49enne milanese, difeso dall’avvocato Gabriele Cofanelli; Filippo Battaglia, perugino di 55 anni, difeso dal legale Pier Luigi Coruzzi.

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L’avvocato Gabriele Cofanelli ha difeso Majorana, unico assolto

Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal pm Rosanna Buccini, i tre avrebbero occultato le scritture contabili della società o comunque avrebbero tenuto la contabilità in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio. Inoltre non avrebbero presentato i bilanci d’esercizio e le dichiarazioni di imposta relative agli esercizi 2009, 2010 e 2011. Palazzo era stato amministratore dalla costituzione fino al 25 febbraio 2010, data in cui era subentrato Majorana, restato in carica solo sei mesi, fino all’agosto dello stesso anno. A lui era poi subentrato come liquidatore Battaglia, fino alla data del fallimento, il 16 maggio 2012. Al solo Battaglia inoltre è stata anche contestata la sparizione di merce dai magazzini per 847mila euro e l’erogazione di 97mila come compenso a se stesso, quando i conti della società presentavano evidente perdite. L’accusa aveva chiesto quattro anni per Palazzo, l’assoluzione per Majorana e due anni per Battaglia. Solo Majorana è stato assolto, il giudice ha accolto la tesi difensiva secondo cui il 49enne vivendo a Milano, di fatto non avrebbe avuto modo di agire concretamente alla bancarotta dell’azienda. Per Palazzo invece una condanna di un anno  e due mesi senza sospensione condizionale della pena e per Battaglia due anni.

(redazione CM)



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