Fondi Ue, Gostoli replica a Salvini:
«Siamo secondi in Italia»
E Sciapichetti attacca la Lega su Macerata

REGIONALI - Il segretario del Pd precisa: «Le statistiche ci vedono al secondo posto (160%) dietro l’Emilia Romagna (165%). Veneto e Lombardia, governate dalla Lega, risultano molto più indietro». L'assessore regionale: «Tra lotte fratricide e soliti teatrini, la destra si presenterà alle Comunali con improvvisazione contro il centrosinistra che ha scelto unito Ricotta da quasi sei mesi. Sull'Hotel House proposte vecchie di due anni»
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Il segretario del Pd Gostoli

 

«Le Marche sono, insieme all’Emilia Romagna, la regione più virtuosa sulla capacità di spesa dei fondi Fesr. I livelli di spesa al 31 dicembre 2019 ci vedono al secondo posto (160%) dietro l’Emilia Romagna (165%), mentre per esempio Veneto e Lombardia, governate dalla Lega, risultano molto più indietro nella classifica (rispettivamente 108% e 107%)». Il segretario regionale Pd, Giovanni Gostoli, replica alle parole di Salvini che ha criticato la regione per la capacità di spesa dei fondi. «Negli anni abbiamo sempre raggiunto con largo anticipo gli obiettivi di spesa previsto dall’Unione europea per il Por Fesr2014/2020. Risorse che le regole comunitarie ci consentono di spendere entro il 2023. Investimenti che sono stati concentrati su progetti legati allo sviluppo delle aree interne, a innovazione e ricerca, internazionalizzazione, sostegno alle aree di crisi, promozione di una crescita ecosostenibile con i tanti progetti di green economy finanziati, senza dimenticare lo specifico asse 8 con i fondi sisma dedicati alle zone colpite dal terremoto», aggiunge Gostoli.

«Nell’Italia che fatica a spendere e spendere bene le risorse europee questi risultati dovrebbero essere motivo di orgoglio per tutti, a prescindere dal colore politico – precisa Gostoli – La nostra regione, insieme ad altre realtà, può testimoniare l’efficienza e la capacità di cogliere le opportunità per sostenere lo sviluppo dell’economia che in questi anni ha vissuto un periodo difficilissimo a causa di eventi straordinari: prima la tra crisi economica e la crisi dei distretti produttivi, più quella del credito e di Banca Marche a cui si è aggiunto il terremoto più drammatico della storia e infine la pandemia di Covid19 che ha segnato la popolazione delle Marche».

Il segretario dem conclude: «Sui fondi europei non accettiamo sciacallaggio da chi, come la Lega, vorrebbe uscire persino dall’Unione europea. Ciò comporterebbe un grave danno per tante imprese marchigiane che sono capace di guardare al mondo ed essere protagoniste con l’export. Inoltre, basta pensare che la destra vorrebbe persino rinunciare ai fondi europei straordinari per la sanità, derivanti dal Mes. Una posizione davvero incomprensibile. In questa fase l’Unione Europea sta delineando le prospettive strategiche di sviluppo per il settennio 2021-2027: servirebbero contributi costruttivi per dare forma ai tanti fondi che saranno erogati e che costituiranno un’opportunità importantissima per il nostro territorio. Salvini, come al solito, non porta nessuna proposta, dimostrando anche di non sapere nulla di quanti e come sono stati spesi i fondi europei nelle Marche».

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Angelo Sciapichetti, assessore regionale del Pd

Anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti (Pd)  interviene dopo la visita a Porto Recanati del leader della Lega: «Prendiamo atto del fatto che Salvini ha fermato le ruspe con le quali solo poco più di un anno fa aveva dichiarato di voler abbattere l’Hotel House e oggi lancia una nuova idea: peccato che sia vecchia di almeno due anni! Risale infatti al 2018 una nostra proposta in merito al riacquisto da parte dell’Erap degli oltre 50 appartamenti di proprietà delle banche che però per una serie di motivi non è facile riacquistare. Condivido però l’idea di cercare di restituire il palazzo ad una funzione di residenza popolare. Quanto a Macerata – continua Sciapichetti –  i rappresentanti della destra continuano a litigare tra loro dando vita al solito teatrino vecchio di più di venti anni per trovare un candidato Sindaco, mentre il centrosinistra ha chiamato i maceratesi a scegliere il candidato quasi sei mesi fa. I soliti 5-6 rappresentanti della destra tra veti incrociati e lotte fratricide alla fine sceglieranno il loro candidato mentre nel centrosinistra hanno scelto in migliaia partecipando alle primarie. La destra ha scelto un candidato (Marchiori) talmente unita e convinta che il giorno dopo ha iniziato a prenderne le distanze delegittimandolo al punto tale da cercarne affannosamente in corsa addirittura uno fuori città (Parcaroli) che sta aspettando “investiture dall’alto” e intanto si diletta a sfogliare da giorni la margherita: mi candido, non mi candido, mi candido come se amministrare la città fosse un gioco; il centrosinistra il candidato ce l’ ha (Ricotta), autorevole, di provata esperienza, protagonista di buona e sana amministrazione e forte di una investitura popolare di migliaia di cittadini. La differenza tra noi e loro sta proprio qui e i maceratesi quando andranno al voto sapranno scegliere tra l’avventurismo e l’improvvisazione della destra e il buon governo di una coalizione ampia di centrosinistra che sa dialogare a aprirsi anche a forze civiche e popolari».

«Sanità, agricoltura e impresa» La visita di Salvini ad Ancona (Foto)



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