«Cassa integrazione in ritardo
per i lavoratori artigiani
e quelli del commercio»
RIPRESA - Il direttore di Cna Macerata, Luciano Ramadori, lamenta che non sono ancora arrivati i pagamenti di aprile e maggio. «Abbiamo chiesto un rapido sblocco della situazione, il ministero ci ha assicurato che il trasferimento dei fondi avverrà nei prossimi giorni»
«La cassa integrazione non è stata ancora liquidata a nessun lavoratore artigiano o del settore commercio, né per aprile, né per maggio». A dirlo è Cna Macerata. Le misure di sostegno erano attese dopo il Decreto interministeriale di trasferimento delle risorse al Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (Fsba), pubblicato il 15 giugno. Il direttore di Cna Macerata, Luciano Ramadori: «Nel testo del Decreto, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il ministero dell’Economia e Finanze, a fronte della nota inviata da Fsba connessa al monitoraggio delle prestazioni, aveva finalmente previsto il trasferimento al Fondo di 248 milioni 265mila euro; una prima tranche delle risorse destinate al Fondo, che dovrebbe essere complessivamente pari a 765 milioni di euro. Lo stanziamento straordinario per l’integrazione salariale era stato previsto per far fronte alle richieste di prestazioni di sostegno al reddito connesse all’emergenza epidemiologica. Ad oggi però, nonostante tutti gli adempimenti burocratici siano stati espletati, le risorse non sono ancora state accreditate sui conti correnti di Fsba». I tempi di attesa sembra però siano al capolinea. «Come associazione abbiamo chiesto con forza un rapido sblocco della situazione e dal Ministero ci è stato appena assicurato che il definitivo trasferimento avverrà nei prossimi giorni» continua Ramadori. La portata delle risorse è particolarmente consistente. Nella nostra provincia le domande di integrazione salariale nel solo mese di aprile hanno riguardato quasi 8.200 lavoratori e 1.860 imprese. «Nell’attesa – conclude Ramadori – come Cna non possiamo che curare la puntuale gestione delle domande e delle comunicazioni, in modo che le risorse arrivino quanto prima nelle tasche dei lavoratori».
