Smart working,
in 250 al webinar di Unimc

MACERATA - Momento di riflessione organizzato dall'ateneo sulla modalità di lavoro imposta dall'emergenza covid, il direttore generale Giustozzi: «C’è stato un capovolgimento: in questo caso è l’esperienza che crea la norma e non viceversa»

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Il rettore Francesco Adornato e il direttore generale Mauro Giustozzi

 

L’adozione dello smart working nell’ambito delle misure governative per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha rappresentato un esperimento sociale, una rivoluzione organizzativa prima ancora che normativa sulla quale ora bisogna riflettere per superare le criticità e valorizzare le opportunità. Un’esperienza che rende necessario un attento confronto, secondo il rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato, e che dovrà aprire una riflessione anche sullo Statuto dei lavoratori, così da conciliare le nuove dimensioni organizzative con i diritti dei lavoratori. Sono le conclusioni del seminario web promosso dall’Ateneo maceratese sul nuovo strumento di organizzazione lavorativa, in particolare nelle pubbliche amministrazione: un confronto tra giuslavoristi, sociologi, sindacalisti, psicologi. Il webinar ha registrato in totale oltre 250 partecipanti, collegati tramite la piattaforma di videoconferenza o sintonizzati sulla web radio di ateneo Rum. Gli interventi che si sono succeduti hanno delineato un quadro complesso e articolato, tra criticità e opportunità. Come è stato detto in conclusione dal direttore generale di Unimc Mauro Giustozzi, la pubblica amministrazione italiana sconta ritardi per certi aspetti drammatici, collocandosi in fondo alla classifica europea in termini di efficienza (European Quality of Government Index). «E’ necessaria una profondissima ristrutturazione del modello organizzativo delle Pubbliche Amministrazioni, anche attraverso la digitalizzazione, per passare da una cultura burocratica, fondata sull’atto amministrativo, a una cultura centrata sul raggiungimento degli obiettivi», ha ribadito Giustozzi, sottolineando i recenti e incoraggianti segnali di cambiamento. Per la prima volta, l’esperienza dello smart working ha opposto un approccio esperienziale e sperimentale a quello tradizionalmente dogmatico e teorico della Pubblica Amministrazione. «Abbiamo aggredito il problema – ha aggiunto Giustozzi – C’è stato un capovolgimento: in questo caso è l’esperienza che crea la norma e non viceversa». Hanno partecipato al convegno Emmanuele Pavolini e Maurizio Cinelli, docenti Unimc, Cristiana Ilari, segretaria regionale Cisl Marche; Chiara Ghislieri, dell’Università di Torino; Antonio Romeo, vicepresidente del Convegno dei direttori generali delle amministrazioni universitarie; Antonio Bartolini, dell’Università di Perugia e membro direttivo Aran.


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