«Agricoltura sempre più giovane
ma le stalle si svuotano»

I DATI Coldiretti fotografano un aumento degli under 35 nel settore. Tuttavia diminuiscono gli animali. La presidente Gardoni: «Non è solo un settore economico che genera valore e occupazione, ma anche un presidio che mantiene in vita luoghi spesso marginali ma indispensabili»

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(Foto d’archivio)

 

Aumentano i giovani in agricoltura ma diminuiscono gli animali negli allevamenti. Questo il quadro che fotografa oggi Coldiretti Marche. Una giornata particolare inoltre perché proprio oggi è la festa di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali a due e quattro zampe. «Mentre circa la metà delle famiglie italiane vive con almeno un animale, soprattutto da affezione come cani (oltre 372mila l’Anagrafe canina regionale) e gatti, stalle, ricoveri e ovili si vanno svuotando. Ad oggi si contano circa 96mila mucche, 130 tra pecore e capre e 125mila maiali. Un addio che – precisa la Coldiretti – ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori, spesso a causa dei bassi prezzi e per la concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero. Patrimonio zootecnico che va protetto anche per la straordinaria biodiversità difesa dagli allevatori custodi: dalla Pecora Sopravvissana a quella Fabrianese, dalla razza bovina Marchigiana diffusa in centro Italia e arrivata con le invasioni barbariche dal cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido originario della pianura veneta, ferrarese e friulana e le cui radici affondano nella storia della penisola. E che dire della Gallina Ancona, che proprio dal capoluogo dorico prende il suo nome, con le sue tipiche penne a pois bianchi per mimetizzarsi meglio e sfuggire a predatori e gabellieri che la pretendevano come tributo da far pagare ai contadini?».

Maria-Letizia-Gardoni

Maria Letizia Gardoni

Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche aggiunge che «la zootecnia marchigiana che poggia le proprie basi sul benessere animale e sulla sostenibilità ambientale dei nostri allevamenti estensivi perfettamente integrati nel contesto naturale, non è solo un settore economico che genera valore e occupazione, ma anche un presidio di cultura e territorio che mantiene in vita luoghi spesso marginali ma assolutamente indispensabili». Se diminuiscono gli allevamenti aumentano però i giovani in agricoltura. Il terzo trimestre del 2019 si chiude infatti con il segno più per quanto riguarda il numero delle aziende agricole condotte da un under 35. Sono circa 1500 nelle Marche, il 2,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati della Camera di Commercio delle Marche. Macerata si conferma la provincia più gettonata per questa green line tutta agricola (426 attività) ma in generale sono proprio le province terremotate a far segnare il maggior incremento percentuale di aziende iscritte alla Camera di Commercio: un più 4,7%.


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