Votato il bilancio del prudente Caldarelli
Nervi tesi tra Carancini e Marchiori

MACERATA – Il previsionale approvato insieme al Documento unico di programmazione, in attesa delle novità della Finanziaria. L’assessore: «Integrazioni significative a febbraio». Discussione pacata fino all’arrivo del sindaco che ribalta anche la posizione di maggioranza su alcune questioni. Il leghista ribatte: «Il suo atteggiamento di assoluta onnipotenza è spregevole»
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Marco Caldarelli, Luciano Pantanetti, Claudia Tarascio

 

di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

Ultimo Consiglio comunale dell’anno, votato il bilancio di previsione di Macerata in una sede inusuale: il nuovo auditorium della biblioteca Mozzi Borgetti. «Soltanto provvisorio ed estremamente compresso» è la premessa di Marco Caldarelli, assessore al Bilancio che oggi ha presentato il documento che però «vedrà integrazioni molto significative all’inizio di febbraio». L’obiettivo infatti è stato votarlo prima del bilancio dello Stato in modo da non incorrere in problemi di gestione, attendere le novità definitive del Governo (ad esempio era in ballo la sospensione delle rate mutui da sisma) per poi metterci mano in seguito.

L’assise si è snodata serenamente, con maggioranza e opposizione concordi anche sugli ordini del giorno a firma Lega (tranne quello sulle tariffe delle mense scolastiche), almeno finché non è arrivato il sindaco Romano Carancini. Tra lui e il consigliere del Carroccio Andrea Marchiori stilettate roventi. In chiusura uno dei due ordini del giorno di Maurizio Del Gobbo (Pd) impegnano l’amministrazione a muoversi per chiedere che la nuova sede della Soprintendenza sia a Macerata.

Rispetto alle obiezioni dei revisori, riguardanti soprattutto i residui attivi e le partecipate, Caldarelli sottolinea che «il rilievo sui residui è fondato e corretto» mentre le altre questioni hanno sofferto della tempistica di approvazione dei bilanci (come quello dell’Istituzione Macerata Cultura) per cui se ne riparlerà alle prossime variazioni e ai prossimi Consigli. A pesare sulle variazioni saranno anche la riforma dell’Imu e della Tasi, del Pef Tari e la revisione del fondo di solidarietà e del sistema di perequazioni. Tutti aspetti che dipendono dalla Finanziaria.

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Francesco Luciani e Andrea Marchiori

Le tariffe delle mense scolastiche, oggetto di contesa tra maggioranza e opposizione anche nelle scorse settimane, restano invariate. Francesco Luciani e Marchiori (Lega) hanno presentato tre ordini del giorno collegati al bilancio: il primo per esprimere un plauso ai Salesiani per l’aiuto post sisma, il secondo per replicare il bando che assegna contributi alle associazioni sportive e il terzo per rivedere il meccanismo fondato sull’Isee per differenziare le tariffe per le mense scolastiche, invitando l’amministrazione a «verificare le spese per i contribuenti».

Dopo la replica di Caldarelli e a dibattito avviato, il sindaco Carancini è ricomparso in Consiglio (era all’inaugurazione delle luci per i nuovi nati in piazza della Libertà) ribaltando l’idea di mezza maggioranza che, almeno sul primo odg si era detta per lo più d’accordo (Caldarelli compreso). Carancini ha definito l’approccio di Marchiori «superficiale. Sottolineare l’aumento in bilancio di 200mila euro a carico delle famiglie rispetto al sistema di mense scolastiche significa non comprendere le scelte fatte. Che seguono il principio costituzionale della progressività». Poi su una perifrasi utilizzata dai leghisti, che parlavano di troppo tempo intercorso nell’emergenza post sisma: «Ci sarà tempo per parlare dei fatti che tanto infastidiscono e che diventano motivo di guerra politica – ha detto Carancini -. Non si è soddisfatti di aver concluso un’opera come quella del campus a soli tre anni dalla comunicazione. No, deve diventare terreno divisivo per la città. Voglio ricordare a Marchiori che i lavori per la Mestica sono cominciati a luglio del 2018 e a novembre del 2018 quelli della Dante Alighieri che si concluderanno diciamo a dicembre. In un anno e mezzo abbiamo completato un campus del valore di 16 milioni di euro più 1 milione di urbanizzazione. Il periodo medio per le opere pubbliche in Italia è di 48 mesi. Ovviamente secondo la Lega siamo in ritardo».

Marchiori parla in risposta di «ossessione del sindaco per la Lega. O si fa curare o non partecipa alle sedute. Non è che può entrare e stravolgere un metodo di discussione con contenuti specifici che abbiamo portato avanti anche con l’amministrazione. Arriva lei e stravolge i contenuti del testo degli odg presentati. Con il suo fare tracotante ha fatto cambiare idea a gran parte della maggioranza facendo fare una gran figuraccia. Il suo atteggiamento di assoluta onnipotenza è spregevole. Anche alla luce di quanto detto la scorsa volta (si riferisce alle insinuazioni del sindaco sui rapporti tra Marchiori e Nuova Via Trento, ndr). Il suo intervento è stato spregevole. O lei parla a ragione oppure è meglio che stia zitto». Marchiori poi puntualizza sulla questione mutui, parlando di «sciagurato aumento che avete programmato di fare da qui al 2022 . Lasciate la città come un cantiere aperto senza una visione è una programmazione».

consiglioComunale_191219_FF-4-325x216Risposta del sindaco: «C’è una programmazione. È chiaro che vi dà fastidio perché dopo aver subìto un terremoto, essere stati bloccati per mesi e mesi da vari problemi, nonostante tutto questo, questa amministrazioni porta a termine cose importantissime. Sono contento per chi inaugurerà il centro fiere con 16 milioni di investimenti. Ancora evocate la droga o le morti. Di questo è capace la Lega, di questo sarà capace chi pensa che tutti i cittadini siano uguali dal punto di vista economico. È un bilancio coerente, da oltre 10 anni non aumentiamo le tariffe, miglioriamo la qualità dei servizi. Quello che abbiamo raggiunto come centro sinistra come investimenti sono oltre 30 milioni di euro».

Roberto Cherubini (Movimento 5 stelle), definisce l’ordine del giorno sui Salesiani «propagandistico» e aggiunge: «Spero che nel 2020 non ci siano più persone che votano un partito o l’altro perché gli asfaltano la strada sotto casa. Sono piccole forme di corruzione che spero smettano di esistere. Il politico si vota sulla vita. Ad esempio a raccontare la sostenibilità siamo capaci tutti, ma cosa fate voi?». Voce fuori dal coro anche David Miliozzi (Pensare Macerata): «Fatti tragici hanno bloccato un po’ l’agenda ma adesso avverto che bisogna lavorare con un po’ più di programmazione, fondata di più sull’ascolto, la collaborazione e l’intesa con i vari attori». Riccardo Sacchi infine insiste sulla diatriba con i revisori: «Insopportabile continua lite con i revisori che da qualche anno non sono più di nomina del consiglio comunale ma sono a estrazione. A prescindere dalle liti o non liti non si può non essere almeno preoccupati dalle osservazioni».

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