Appaltopoli, 14 imputati dal Gup:
l’udienza slitta per un errore tecnico
Comune di Sefro parte civile

SISTEMA - Le contestazioni, a vario titolo, vanno dalla corruzione, all'associazione per delinquere, alla turbativa d'asta, al falso ideologico, all'evasione fiscale. Oggi c'è stato un rinvio perché agli imputati non è stata notificata parte del capo di imputazione. L'indagine era stata condotta dalla Guardia di finanza

- caricamento letture

 

GuardiaFinanza_Archivio_arkiv_FF-6-650x434

 

Un cartello per accaparrarsi gli appalti in provincia, in 14 sono sotto accusa davanti al gup del tribunale di Macerata: oggi l’udienza è stata rinviata per un errore nelle notifiche, mancava parte del capo di imputazione. Il Comune di Sefro intanto ha chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile (è assistito dall’avvocato Marco Bottacchiari) ritenendosi danneggiato dal presunto sistema. Agli imputati vengono contestati, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione a delinquere, alla turbativa d’asta, alla corruzione, al falso ideologico, all’evasione fiscale.

A capo del presunto sistema, secondo l’accusa, ci sarebbero Giulio Resparambia, 61 anni, di Camerino, in qualità di legale rappresentante della Progeco di Muccia, Giancarlo Maccari, 57, di Camerino, legale rappresentante della Maccari Giancarlo, ed Enzo Stramazzotti, 61, di Apiro, legale rappresentante della Scavi e condotte di Apiro. A loro tre l’accusa contesta l’associazione a delinquere.

appaltopoli_Tribunale_Cofanelli_Stramazzotti_Maccari_FF-8-650x434

L’avvocato Gabriele Cofanelli con gli imprenditori Stramazzotti e Maccari

Tramite rapporti constanti tra loro, con altri imprenditori di volta in volta interessati e con dipendenti pubblici incaricati delle procedure di gara, sostiene l’accusa, avrebbero predisposto, tramite la collusione con altri imprenditori, o utilizzando le informazioni e i contatti con i dipendenti pubblici, una pluralità di offerte al ribasso che presentavano, loro o imprenditori compiacenti, nel corso delle gare cui partecipavano, in modo da realizzare la cosiddetta scaletta di offerte al ribasso in modo da orientare l’offerta mediana predeterminando il limite della soglia anomala e quindi l’aggiudicazione. Inoltre le aziende si sarebbero poi spartite i lavori in base a ordini prestabiliti, previo compenso per la compagine formalmente aggiudicataria. Ad esempio, dice l’accusa, c’era la rinuncia all’appalto aggiudicato o subappalti totalmente o parzialmente fittizi o come l’effettiva esecuzione dei lavori da parte di compagini diverse da quella formalmente aggiudicatarie (quest’ultimo modo di operare sarebbe avvenuto anche tramite emissione di fatture false per prestazioni inesistenti, che ha poi portato anche alla contestazione dell’evasione).

appaltopoli_Tribunale_Resparambia_FF-4-650x434

L’imprenditore Resparambia

Fatti che sarebbero avvenuti a partire dal 2012. Oltre ai tre imprenditori, sono imputati davanti al Gup Claudio Bonifazi: Ivan Stacchio, 51, residente a Macerata, Nicola Papa, 36, residente a Pollenza, Ferdinando Moretti, 49, di Grottazzolina, Lamberto Pettinari, 55, residente a Porto San Giorgio, Pierdanilo Montesi, 57, residente a Cupramontana, Francesco Sante Crocetti Pallotta, 51, residente a Porto Sant’Elpidio, finanziere in congedo, Luigi Ferretti, 62, residente a Gagliole, Carlo Resparambia, 45, di Camerino, Paola Ciriaco, 43, di Macerata, Carlo Casucci, 48, residente a Senigallia, Massimo Bonfigli, 56, residente a Mogliano, Michela Eleonori, 49, di Tolentino.

La turbativa d’asta in concorso è stata contestata per i lavori di inserimento di una rotatoria all’intersezione della sp 256 Muccese con la sp 14 Braccano (dicembre 2015), la sistemazione della strada comunale Cigliano del comune di Corridonia (febbraio 2016).

appaltopoli_Tribunale_Gemelli_FF-5-650x434

Il legale Paolo Gemelli

L’asfaltatura di Piani D’Ete a Mogliano (febbraio 2016), la gara di appalto “Programma 6mila camini” per la realizzazione opere di contenimento e infrastrutture nelle fazioni Sorti e Valle di Sefro (agosto 2014), il risanamento di movimenti franosi sulla provinciale Entoggese (giugno 2012); la realizzazione della rete depurativa del medio bacino dell’Ete Morto collettore Monte San Giusto (maggio 2016), il consolidamento della frana in località Roccamaia a Pievebovigliana. Per quanto riguarda il finanziere in congedo Crocetti Pallotta invece, è accusato in concorso con Giulio Resparambia di rivelazione di segreti d’ufficio, e in concorso sempre con Resparambia, ma anche con Maccari e Stramazzotti  di corruzione.

tiziano-luzi-e1544463158894

L’avvocato Tiziano Luzi

Secondo l’accusa, in cambio di 40mila euro, il finanziere avrebbe fornito costanti informazioni in relazione allo sviluppo delle indagini in corso a Resparambia, che a sua volta avrebbe provveduto ad informare anche gli altri due imprenditori. In particolare, Crocetti Pallotta avrebbe rivelato due annotazioni di polizia giudiziaria e il fatto che fossero state disposte le intercettazioni telefoniche. Oggi l’udienza è stata rinviata, al 19 febbraio, perché agli imputati è stato notificato un capo di imputazione dove mancavano alcune delle contestazioni. Gli imputati ha sempre respinto le accuse, sostenendo che non è mai esistito nessun sistema per aggiudicarsi gli appalti. A difenderli, tra gli altri, dagli avvocati: Gabriele Cofanelli, Sandro Giustozzi, Pierlorenzo Boccanera, Tiziano Luzi, Alberto Pepe, Paolo Carnevali, Paolo Maria Gemelli, Olindo Dionisi.

(redazione CM)


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X