Aggressioni a personale sanitario,
dopo il caso Giuli
mozione in Consiglio comunale

MACERATA - A presentarla un gruppo di consiglieri di opposizione che chiedono di intraprendere ogni iniziativa possibile per garantire la sicurezza di medici e infermieri
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I carabinieri al Sert dopo l’aggressione a Gianni Giuli

 

Dopo l’aggressione al direttore del Dipartimento dipendente patologiche di Macerata, Gianni Giuli, ferito da un utente del Sert lo scorso lunedì a colpi di martello, mozione in Consiglio per chiedere «iniziative per prevenire e contrastare episodi di violenza a danno del personale sanitario». A presentarla i consiglieri d’opposizione Riccardo Sacchi, Anna Menghi, Paolo Renna, Maurizio Mosca, Deborah Pantana e Gabriele Mincio che in una nota parlano di «aumento costante di episodi di violenza nei confronti dei professionisti della salute. Basti pensare all’ultimo grave episodio verificatosi lunedì al Sert. Molto spesso medici, infermieri e operatori sanitari sono esposti ad un alto rischio di atti di violenza, in quanto entrano in contatto diretto con il paziente e sono chiamati a gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotività da parte del paziente stesso, o dei suoi familiari, che si trovano, il più delle volte, in uno stato di vulnerabilità, frustrazione o perdita di controllo». Per evitare questi episodi, dicono «E’ necessario adottare tutti gli opportuni provvedimenti al fine di garantire la sicurezza del lavoro svolto dagli operatori sanitari». E aggiungono che «nel caso dell’Area Vasta 3 risulta che siano già state denunciate gravi problematiche di sicurezza e formalmente richieste, a suo tempo e più volte, misure di sicurezza per gli operatori». Con la mozione chiedono all’amministrazione comunale di intraprendere «ogni più idonea iniziativa – per quanto di competenza, e in collaborazione con il Prefetto, le forze dell’ordine e l’Asur – per assicurare tutte le misure rivolte a garantire la sicurezza del personale medico in servizio che quotidianamente opera con dedizione e senso del dovere», e di «promuovere e incentivare iniziative e incontri tra gli operatori del settore, il prefetto, il procuratore, le associazioni di categoria (sanità) per meglio individuare le problematiche e le relative contromisure, allo scopo di far sentire meno solo e vulnerabile chi lavora quotidianamente in prima linea per garantire il diritto alla salute dei cittadini».

 

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