Giorgio Canali a Camerino,
polemica sul concerto antifascista:
«La città non è un centro sociale»

IL CONSIGLIERE d'opposizione Roberto Lucarelli mette nel mirino l'amministrazione per il patrocinio al cantautore: «Predica odio e rimpiange di non aver ucciso tutti “i preti, i fascisti e gli sbirri”»
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Giorgio Canali

 

«Con tutto il rispetto per la libertà di espressione, mi sembra assurdo che nella città che ha visto morire Bergamin e ha intitolato una scuola ad un altro “sbirro del re”, quale Salvo D’Acquisto, vi sia il patrocinio del Comune di Camerino per chi predica odio e rimpiange di non aver ucciso tutti “i preti, i fascisti e gli sbirri”». Sono le parole dell’ex vicesindaco e consigliere d’opposizione di Camerino Roberto Lucarelli, che mette nel mirino l’amministrazione comunale per aver concesso il patrocinio al concerto di Giorgio Canali e Rossofuoco, in programma sabato. Noto che tra le varie iniziative volte alla “ripartenza” della città e patrocinate dal comune di Camerino vi è il concerto che si terrà il 30 novembre prossimo di Giorgio Canali e Rossofuoco.

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Roberto Lucarelli

«Camerino – attacca Lucarelli – ha bisogno di attività culturali e ludiche che permettano, così come si è cercato di fare in passato, di ricompattare il tessuto sociale che la compone. Patrocinare, e pagare, personaggi sicuramente divisivi non è un modo di fare “cultura per tutti”. Credo che questo non possa essere il momento delle iniziative decisamente partitiche e di chiara collocazione politica. Camerino non è un centro sociale della sinistra estrema e non si cerchi di trasformarcelo. Il sindaco dovrebbe patrocinare iniziative per la città, non per lo schieramento politico che gli ha offerto la candidatura a primo cittadino. Mi sembra assurdo che chi indossa, sicuramente onorandola, la divisa dell’Arma possa patrocinare e pagare lo spettacolo di un soggetto che si esprime in certi termini, seminando odio e predicando violenza. Tra l’altro ricorrendo persino a bestemmie. Voglio, senza scomodare una storia cittadina costruita di pari passo alla chiesa, ricordare inoltre al sindaco che da quando veste la fascia ha tagliato nastri, simbolo di speranza e rinascita, accanto anche a personalità ecclesiastiche, quelle stesse che il cantante al quale il comune ha concesso il patrocinio vorrebbe morte. Voglio augurarmi che il sindaco Sborgia il prossimo 15 dicembre, inaugurando la Chiesa di San Venanzio, vada a rileggersi il testo della più famosa canzone di Giorgio Canali».



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