«Niente assemblea col ragazzo transgender,
Il preside chiede una figura istituzionale»
RECANATI - Gli studenti del liceo Scientifico, Linguistico e di Scienze applicate, che fa parte del Classico Leopardi, avevano scelto di parlare del tema Lgbt e lamentano che hanno dovuto rinunciare. «Per noi è importante parlarne, anche perché c’è molta confusione»
di Gianluca Ginella
«Volevamo fare una assemblea per parlare del tema Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e volevamo invitare un ragazzo che doveva raccontarci la sua esperienza transgender, invece abbiamo dovuto rinunciare. Il preside (che non ha vietato l’assemblea sul tema, ndr) ha motivato che doveva esserci una figura istituzionale per parlare di questo tema, peccato però che non esista una figura simile, a livello di istituzioni, per parlarne».
Elisa S., 17 anni, rappresentante del liceo Scientifico, Linguistico e di Scienze applicate, che fa parte del Classico Leopardi di Recanati, racconta quello che è successo nelle scorse settimane nella sua scuola. Tutto è iniziato il 10 novembre quando i ragazzi nel corso dell’assemblea mensile, con l’accordo di tutti i rappresentanti di classe, hanno votato all’unanimità per fare l’assemblea per il biennio parlando dei temi dell’identità sessuale. «E’ un tema che la nostra generazione sente, ora è molto più normale parlare di queste cose ma c’è anche più confusione. E c’è anche paura di dire queste cose, non tra noi ma con i genitori. La scuola non organizza corsi di orientamento sessuale. Per questo avevamo scelto di affrontare questo argomento» dice Elisa. Quando però il giorno successivo la votazione i ragazzi sono andati dal docente che deve firmare per dare l’ok «anche se si tratta solo di un pro forma – spiega ancora Elisa –, ha detto che dovevamo parlarne con il preside». I ragazzi, visto che il preside era impegnato in altre sedi dell’istituto, hanno deciso di parlarne con il vicepreside prima e finalmente, lo scorso martedì hanno incontrato il preside, Claudio Bernacchia, che però «ci ha detto che se vogliamo parlare di questo argomento serve un ospite che appartenga ad un organo istituzionale, perché è un tema sensibile. Ci ha fatto l’esempio di uno psicologo. Noi abbiamo cercato ma non esiste una figura a livello istituzionale che possa parlarci di questo». Il preside nel colloquio avuto con i ragazzi ha chiarito che è ok parlare del tema ma va trattato nel modo dovuto e con una figura che appartenga ad un organo istituzionale. «Per noi sarebbe stato molto più produttivo sentire la testimonianza di una persona che vive questa realtà – aggiunge Philip, 17 anni, rappresentante di istituto -. Non esiste una figura istituzionale per parlare di queste cose – ribadisce -. Il nostro preside non ha detto: “non fate l’assemblea” ma che per farla serve che intervenga una figura istituzionale».

…chissà chi c’è dietro che li manovra, mah!! gv
Potete invitare Luca di Tolve (se accetta di venire), che vi può parlare della sua doppia esperienza: omosessuale dall’adolescenza (mister Gay negli anni 90), eterosessuale da adulto (oggi sposato e con figli). Ha scritto anche il libro “Ero gay”. Così potete avete un quadro completo della situazione. Sempre se il Preside è d’accordo.
Al liceo ebbi un professore di disegno transgender, quando perdeva la pazienza degenerava e lanciava contro noi studenti o il cancellino o i gessetti. All’epoca in Italia non era ammesso il divorzio (avrebbe risolo il problema familiare del professore), poi però Fanfani (per inciso all’università insegnava diritto perché seduto gli studenti non lo vedevano) venne a mancare…
…Di gay all’epoca si conosceva Gay Lussac, fisico-chimico francese, che scoprì le due leggi sul gas, che portano il suo nome.
“arrise ad uno di sollevare il velo della dea di Sais. Ebbene, che vide? Vide – meraviglia delle meraviglie – se stesso”.
Ma Sais dista da Recanati più di 4000 chilometri ed è impossibile per un preside portarci gli studenti…