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«Droga, la società deve reagire
Chi parla di liberalizzarla
incontri chi sta nelle comunità»

IL QUESTORE di Macerata, Antonio Pignataro, ringrazia il sindaco di Civitanova che ha revocato la licenza ai titolari di due negozi che vendono cannabis light e parla della diffusione degli stupefacenti: «Una emergenza nazionale»
venerdì 8 Novembre 2019 - Ore 20:42 - caricamento letture
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Il questore Antonio Pignataro al fianco del primo cittadino di Civitanova

 

«Il mio plauso innanzitutto al sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica che è il primo in Italia a revocare la segnalazione certificata di inizio attività relativa a 2 esercizi commerciali di cannabis light. Oggi, ancora una volta, la nostra azione operativa grazie ad un’amministrazione comunale che si identifica e si riconosce nella Polizia e nella magistratura, tenta di tutelare la vita delle giovani generazioni sollecitando una reazione per evitare che la vita dei nostri ragazzi venga avvelenata e distrutta dalle sostanze stupefacenti». Comincia coì la riflessione del questore Antonio Pignataro sulla diffusione della droga e lo spaccio in seguito alla revoca della licenza ai titolari di due negozi di cannabis light a Civitanova. «Il mio pensiero va alle famiglie che per il pudore, chiuse nelle loro quattro mura domestiche, soffrono vedendo i propri figli votati all’autodistruzione a causa della tossicodipendenza. Occorre che la società civile reagisca per sconfiggere il male del secolo ormai sfociato in ogni paese come emergenza nazionale. Pertanto vorrei ricordare le parole del Capo della Polizia: “il male peggiore possibile che attanaglia la nostra società moderna è l’indifferenza delle comunità, che è la negazione dello spirito umano, è il girarsi dall’altra parte, e il non fare le scelte di campo che siamo chiamati a fare, dove stare con chi stare”. In quel momento, in quella scelta di “indifferenza”, in quel voltarsi dall’altra parte, una parte di noi muore e muore anche tutta la società. Da sottolineare che Paesi nei quali è stato liberalizzato l’uso delle droghe leggere, oggi denunciano “una emergenza nazionale” per la crescita  esponenziale del numero di persone che fanno uso di droghe, in particolare  eroina, cocaina, che hanno prodotto una gioventù malata, intossicata dall’uso smisurato e fuori controllo di ogni sostanza stupefacente. Siamo in un Paese dove i giudici come Gratteri, Falcone, Borsellino, ed il capo della Polizia, insigni studiosi, tutte le università mondiali dicono non esistono droghe leggere la cannabis fa male e produce danni severi e irreversibili al cervello specie se consumata in età adolescenziale.

Uno dei negozi verso il cui titolare è stata revocata la licenza

Premesso che la libertà di espressione è un principio che nessuno può limitare o ostacolare, mi chiedo con quale esperienza professionale o personale possano alcune figure pubbliche ed insigni opinionisti esprimersi in maniera così decisa riguardo alla liberalizzazione delle droghe erroneamente definite leggere? Io inviterei tutte queste persone, che prima di esprimere opinioni e giudizi basati su convinzioni puramente personali, senza supporto scientifico, e di esperienze professionali maturate sul campo da ciascun magistrato o poliziotto, sarebbe meglio per loro avvicinarsi e ascoltare le tribolazioni dei ragazzi delle comunità terapeutiche, conoscere i loro percorsi nel dolore, vivere i drammi delle famiglie che vedono i figli percorrere strade che conducono inesorabilmente all’auto distruzione. Invito loro a parlare con le famiglie che hanno all’interno della propria casa un figlio che fa uso di droghe leggere. Invito queste persone a parlare con i primari dei reparti di pediatria di tutti gli ospedali italiani. Invito tutte queste persone a recarsi a San Patrignano presso le comunità Incontro o qualsiasi altra comunità per parlare con i ragazzi, ascoltando come sono arrivati all’uso della cocaina e dell’eroina: il novantotto per cento tramite la cannabis. Tutte queste persone dovrebbero informarsi seriamente sul tema e se lo facessero, pochi rimarrebbero dalla parte di chi è propenso alla legalizzazione dell’uso della cannabis. Vorrei ricordare le parole di Papa Francesco: “la droga non si vince con la droga, la droga è un male e con il male non ci possono essere cedimenti o compromessi”. La legalizzazione delle cosiddette droghe leggere non hanno prodotto gli effetti che si erano prefissati. Un’attenzione particolare rivolgo ai mezzi di comunicazione che a volte diffondono delle notizie in modo tale da dare la convinzione ai giovani che la cosiddetta “canna” sia una sostanza inoffensiva. Noi, come Polizia di Stato e come tutte le altre forze di Polizia, saremo sempre gli “angeli” dei ragazzi al fine di tutelare la loro vita e la loro salute e saremo sempre vicini alle famiglie per evitare che cadano nel tunnel della disperazione e della tribolazione con i figli che finiscono nel baratro dell’auto distruzione.  In tale contesto vorrei inviare un messaggio a chi, negli ultimi giorni, si è espresso sulla stampa ed in alcune trasmissioni televisive a favore della liberalizzazione della cannabis. Chiedo a loro su quali basi fondano le proprie affermazioni contrariamente a quello che hanno detto il Falcone, Borsellino, Gratteri, Papa Francesco, Papa Wojtila, le più prestigiose università del mondo, illustri scienziati e studiosi, i ragazzi di San Patrignano e di tutte le altre comunità dove dicono che oltre il novanta per cento di quelli che sono diventati tossicodipendenti hanno iniziato con la marijuana. Mi chiedo: Questi famosi opinionisti. sono magistrati? Sono magistrati che conoscono come Nicola Gratteri e Giovanni Giorgio le dinamiche del problema droga. Sono poliziotti? Che conoscono sul campo il problema droga? Non sono mai, come i poliziotti scesi nell’arena; non hanno mai respirato la polvere dell’arena; non hanno mai odorato il sangue di tanti ragazzi morti per la tossicodipendenza. Quindi invito questi opinionisti e personaggi che prima di continuare ad esprimere opinioni o giudizi, basati su convinzioni puramente personali, dovrebbero avvicinarsi ed ascoltare le tribolazioni dei ragazzi delle comunità terapeutiche, conoscere i loro percorsi sul dolore, vivere i drammi delle loro famiglie che vedono i propri figli percorrere strade che conducono inesorabilmente all’autodistruzione. Invito tutte queste persone che vogliono la liberalizzazione a recarsi, proprio a San Patrignano o alla comunità Incontro per capire le sofferenze di questi ragazzi. Se lo facessero credo che davvero cambierebbero la loro opinione ed il loro giudizio sulla liberalizzazione della cannabis.

 

Cannabis light, revocata la licenza a due titolari di negozi: «Civitanova prima in Italia» (Video)

 



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