Giornata nazionale del folklore,
sei gruppi marchigiani a Roma
TRADIZIONI POPOLARI - Li Matti de Montecò e i Viaggiatori del tempo di Monte San Giusto fra le associazioni che rappresenteranno la regione
Si concentreranno domani a Roma da tutta Italia le rappresentanze dei gruppi folk di varie regioni. Si celebra la “Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari” istituita proprio il 31 luglio scorso su istanze della Federazione italiana tradizioni popolari. Vi aderiscono ovviamente tutte le organizzazioni del settore come appunto Fitp, Fafit, Ufi ecc. A Roma rappresenteranno le Marche il Gruppo Gams, il Gruppo Alfieri e musici storici di Servigliano, li Matti de Montecò, la Cucuma di Amandola, i Viaggiatori del tempo di Monte San Giusto e l’Associazione Staphilè di Mondolfo, tutti affiliati Fitp. Il raduno è fissato per le 14 in piazza Colonna con gruppi folklorici, bande musicali, cori e sbandieratori. Alle 15 partirà la “parata della Gioia” passando per piazza del Popolo, via del Corso, piazza Venezia e Campidoglio. Alle 17 ci sarà l’incontro con il presidente del consiglio Giuseppe Conte e con le altre autorità. La chiusura della manifestazione è prevista per le 18,30 con esibizioni estemporanee dei gruppi folkoristici. Una specie di anteprima c’era stata nei giorni scorsi a Tolentino con la manifestazione folkloristica di grande successo che ha avuto il fulcro in un evento specifico come “La sera del dì di festa”.
Nel frattempo il presidente della Federazione italiana tradizioni popolari (Fitp) Benito Ripoli sta portando avanti alcune iniziative di grosso spessore. Innanzitutto, in considerazione del fatto che il Parlamento ha dato delega al Governo per l’adozione di un decreto legislativo per la creazione del “Codice dello spettacolo”, ha chiesto che vi sia sottolineato “il valore delle musiche, dei canti, delle danze della tradizione orale del nostro paese, messi in scena dai Gruppi folkloristici italiani”, Altra iniziativa è quella di creare a Roma, o altra sede, un “Centro di documentazione e valorizzazione delle identità culturali regionali” con l’obiettivo di raccogliere i fondamentali elementi identitari sia di cultura materiale, sia di cultura immateriale, delle diverse regioni italiane. Ha infine uno spessore ancora più elevato il progetto di dare una maggiore rilevanza alla “Rassegna internazionale di documentari etnografici” intitolata al celebre documentarista Vittorio De Seta che la Fitp ha creato fin dal 2016. Si tratta di ottenere il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri con possibilità di accedere ai contributi del Ministero per i beni e le attività culturali. E’ da sottolineare infatti che, prendendo spunto dai documentari di Vittorio De Seta, si può valorizzare l’importanza politico-culturale della “questione meridionale”, partendo dal verismo di Giovanni Verga nell’Ottocento per proseguire nel Novecento con il contributo di tanti intellettuali tra i quali Carlo Levi. Ed in proposito il presidente della Fitp, Benito Ripoli, ricorda e sottolinea che la «Questione Meridionale non è più una realtà socio-culturale soltanto del sud Italia perchè nel mondo esistono tanti sud, tanti meridioni, dove tanta gente vive nella povertà e nella condizione di “pagani”, mentre pochi altri, le élite sociali, vivono nell’abbondanza».

