Bilancio, il presidente del Consiglio:
«Sono l’uomo della legalità»

TOLENTINO - La risposta del presidente dell'assise agli attacchi delle minoranze, che nelle scorse settimane avevano definita la sua gestione del Consiglio «partitica e scorretta»

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Il presidente del Consiglio comunale Carmelo Ceselli

Il presidente dell’assise tolentinate Carmelo Ceselli rompe il silenzio e sferra il contrattacco alle minoranze. Nelle scorse settimane, infatti, è partita una protesta congiunta dell’opposizione che, disertando l’ultima seduta in Consiglio, aveva criticato l’operato di Ceselli, giudicando la sua gestione «partitica e scorretta». «Il tempo della pazienza e del silenzio ha un limite», tuona il presidente dell’assise. «Da quando ho assunto questo incarico – accusa – sono stato ripetutamente oggetto di pesanti attacchi, probabilmente tesi a screditare l’amministrazione comunale più che la mia figura. Oggi però mi sento in dovere di difendere la figura istituzionale che rappresento e la dignità di un uomo che da anni siede sui banchi del Consiglio con decoro e rispetto per le altrui posizioni. Partendo da questi presupposti, i violenti attacchi mossi alla mia presidenza meritano una risposta adeguata».

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Il Consiglio comunale di Tolentino

«Carmelo Ceselli era e resta “l’uomo della legalità” – sottolinea il presidente stesso -. Per evitare fraintendimenti su quanto affermato dalle minoranze, ritengo doveroso illustrare l’ordine esatto di quanto è accaduto. Lo scorso 24 settembre, in previsione del Consiglio fissato per il 30 settembre, ai consiglieri è stata inviata tutta la documentazione relativa al bilancio, priva soltanto della relazione dei revisori dei conti. Durante l’assise ho spiegato chiaramente che era proprio questo il motivo per cui non si sarebbe discusso il punto relativo al bilancio in quella sessione. La documentazione è stata recapitata il 4 ottobre e a quel punto ho ritenuto opportuno convocare l’assise per il mercoledì successivo. Senza dimenticare che lunedì 7 ottobre è stata convocata la commissione bilancio, alla quale nessun consigliere di minoranza ha preso parte». «Gli stessi consiglieri dovrebbero sapere che il regolamento prevede il deposito degli atti in discussione cinque giorni prima della data di svolgimento del Consiglio. La cronologia degli eventi parla chiaro. Quando si parla di regolamento in senso stretto e istituzionale, non accetto lezioni da nessuno, né accetto di essere definito “l’uomo del non sento, non vedo e non parlo” o il capofila dopo il sindaco di “una banda di incapaci”. Dichiarazioni inutili, non adatte a comportamenti responsabili e costruttivi, essenza della politica rivolta al bene comune. La mia figura, per quanto espressione della maggioranza, è sempre stata e continuerà ad essere garante di tutti i membri del Consiglio e non è di certo disertando le sedute consiliari che si offre un buon esempio istituzionale. Sono disponibile a raccogliere istanze, reclami o proposte, ma di fronte all’insulto e a ricostruzioni parziali della realtà, ho sentito il dovere di chiarire i fatti».

 

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