Addio a Paola Bettucci,
una vita per lo sport

MACERATA - Si è spenta a 54 anni. Campionessa di atletica master e giocatrice di calcio femminile, era anche custode dello stadio "Helvia Recina". I funerali martedì 1 ottobre alle 9 nella chiesa di Santa Croce
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Paola Bettucci

 

Il mondo dello sport maceratese è in lutto per la morte di Paola Bettucci, 54 anni. Campionessa italiana master di marcia e custode dello stadio Helvia Recina di Macerata si è spenta dopo una breve malattia che non le ha dato scampo. E’ morta questa mattina all’ospedale di Macerata dove era ricoverata. A nulla è servita l’energia e la grinta che metteva in pista e che l’hanno portata a collezionare medaglie su medaglie ai campionati master. Al suo attivo 5 titoli mondiali, 4 europei e svariati italiani compreso un argento lo scorso febbraio ai Campionati italiani master indoor ad Ancona. Per anni aveva giocato a calcio femminile. Lascia il padre Carlo e i fratelli Marina, Giancarlo e Alberto.  I funerali saranno celebrati martedì 1 ottobre alle  9 nella chiesa di SantaCroce  a Macerata. La salma è composta al Centro Funerario “ Città di Macerata ”in via dei Velini.
La ricorda Maurizio Verdenelli.

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di Maurizio Verdenelli

Eravamo abituati a vederla, noi in auto, lei di corsa anche sotto la pioggia in allenamento coprire di corsa quasi ogni sera il tratto di strada che dalla sua casa di legno in contrada Consalvi raggiunge Macerata attraverso via Indipendenza. Paola Bettucci, 54 anni, campionessa mondiale di marcia over, custode dello stadio Helvia Recina non c’è più stroncata da una malattia. Paola era una persona splendida e solidale. Aveva un figlio adottivo in Brasile frutto del suo amore per i poveri del mondo. Gli aiuti che faceva pervenire tramite Gli Amici del Brasile e tramite il missionario maceratese padre Alberto Panichella, originario di Villa Potenza erano costanti. Cosi come ai bambini del Saharawi, la popolazione del deserto senza patria. Paola fu un prima linea quando molti di questi ragazzi furono ospiti della Provincia di Macerata venti anni fa. Fu pure in quell’occasione che Paola mi fece conoscere padre Panichella in uno dei suoi non frequenti ritorni a Macerata. Prodotti dell artigianato dell Amazzonia conclusero quell’intervista memorabile. Paola era davvero una ragazza speciale. Speso dal’86 integrava i suoi introiti per esercitare la sua generosità a pieno con l’attività di cameriera al ristorante Il Tarantino a Colbuccaro, dove era di casa e di famiglia, amatissima ed ora rimpianta insieme ai suoi tantissimi amici. A lungo aveva combattuto contro i tanti lacciuoli della burocrazia per poter realizzare su terreno di sua proprietà la sua abitazione di legno. (100 metri quadri) che lei volle dopo il terremoto del ’97 e dove ora ospitava il padre Carlo, la cui casa è stata resa inagibile dalle scosse. Addio Paola, ti sia lieve la terra. Un articolo che mai avrei voluto scrivere.



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