Fughe rocambolesche all’alt,
dieci casi in un mese:
scattano le denunce per resistenza

CONTROLLI - Giro di vite sulle strade dopo l'aumento dei casi di chi cerca di sottrarsi ai controlli. Otto le persone a cui già è stato contestato il reato
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Il comandante della Stradale Tommaso Vecchio e il questore Antonio Pignataro

 

di Gianluca Ginella (foto Fabio Falcioni)

Vedono la paletta degli agenti della Polstrada e fuggono all’alt: dieci casi in un mese, scattano le denunce per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione è stata presa dal questore Antonio Pignataro, dal comandante della polizia stradale di Macerata, Tommaso Vecchio, in accordo con la procura di Macerata. Un giro di vite deciso «perché i casi di persone che fuggono all’alt sono in aumento. Prima si contestava una sanziona amministrativa che per la prima volta era una multa di 100 euro. D’ora in poi la contestazione sarà penale.

antonio-pignataroAbbiamo studiato i casi e ci siamo resi conto che si può contestare la resistenza a pubblico ufficiale» dice il questore Pignataro. Dieci casi in un mese: troppi e pericolosi. L’ultimo quello di cinque pakistani che dopo essere fuggiti all’alt della polizia a Civitanova si sono schiantati con l’auto. Gesti pericolosi per gli agenti e per gli altri automobilisti, per i passanti e per i conducenti stessi che fuggono. «Da tempo stiamo cercando di garantire la massima sicurezza in città – dice il questore –. Questa è la città delle risposte. Abbiamo rilevato un aumento dei casi di persone che fingono di fermarsi all’alt e poi fuggono e abbiamo deciso di studiare i casi. Siamo la prima questura in Italia che d’ora in avanti contesterà la resistenza di fronte a simili episodi». Dei dieci casi che si sono avuti ad agosto, per otto persone c’è stata la denuncia mentre per altre due sono in corso le indagini. «E’ evidente che c’è stata una propaganda: conviene fuggire all’alt se si è bevuto o assunto droghe perché si rischia al massimo una multa di 100 euro» dice Vecchio. Spesso per evitare controlli si usano i social, come Whatsapp. È andata male a chi l’ha fatto lo scorso fine settimana perché la polizia ha cinturato una zona e ritirato 47 patenti nell’arco di sei ore. «Non si tratta solo di repressione ma anche di prevenzione – prosegue il comandante della Polstrada -. Sapere che verrà contestato il reato di resistenza a pubblico ufficiale disincentiva chi vuole fuggire all’alt». «La gente deve capire che non ci si deve mettere alla guida ubriachi o sotto effetto di droghe». Le nuove disposizioni sono state prese «in perfetta sintonia con la procura. È l’ennesima dimostrazione che la filiera della giustizia in questa provincia funziona» sottolinea il questore.

 

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