Macerata spegne 881 candeline,
il sindaco Carancini:
«La grande storia nel nostro dna»
COMPLEANNO - La città domani festeggia l'anniversario della sua fondazione. Diversi eventi in programma, tra cui una conferenza dedicata con docenti Unimc. Il primo cittadino: «I maceratesi da sempre contrassegnati da un naturale senso di unione e giustizia»

La scorsa edizione della rievocazione
Il 29 agosto 1138 il vescovo di Fermo, Liberto, suggellava con il signore del castrum Maceratae, Rustico, detto lo Tignoso, il patto che sanciva la nascita del comune di Macerata per atto di franchigia. E’ così che furono uniti i territori del castrum, la parte interna alle mura, a quelli del podium “Sancti Iuliani”. In occasione di “Buon Compleanno Macerata”, programma di iniziative per gli 881 anni del Comune, torna in una nuova location rispetto alla prima edizione la rievocazione dell’evento che ha segnato la storia della città.
«Il momento storico che sta dentro questa rievocazione racchiude in sé la chiave genetica e morale dell’istituzione che siamo chiamati a rappresentare – sottolinea il sindaco Romano Carancini -. Sin dalle origini, Macerata ha mostrato una predisposizione ad incontrare i grandi fatti storici, con una dignità che le viene conferita dai suoi cittadini e da una coscienza collettiva critica, predisposta all’acquisizione, non senza dialettica, di diritti e di doveri». «Oggi come allora – prosegue il primo cittadino – i maceratesi dimostrano, soprattutto nelle situazioni più delicate, un naturale senso di inclusività, unione e giustizia e per questo dedichiamo alla città e alla sua anima nobile questa festa che ne celebra tutta la storia e tutte le sue virtù». L’appuntamento è per mercoledì 28 agosto, alle 21,30 in piazza Mazzini dove, provenienti dalle zone del podium Sancti Juliani (Cocolla, le Fosse) e del castrum Maceratae (attraverso Via degli Orti) si incontreranno in piazza Mercatale i due cortei, rispettivamente del vescovo di Fermo e dei signori del Castello, impersonati dai maceratesi che si sono prestati a fare gli attori per la comunità. «Rievocare la storia anche attraverso il teatro è un’opportunità per scoprire la propria comunità e le origini di 881 anni di storia – afferma l’assessore Stefania Monteverde -. Una bella festa con i maceratesi ma anche con i turisti che invitiamo a conoscere le nostre tradizioni e la nostra storia. Buon compleanno Macerata!». Accanto al sagrato di Santa Maria del Riposo, in piazza Mazzini, verrà letto l’atto di fondazione della città, recuperato dai documenti dell’epoca custoditi nell’archivio di stato di Fermo. Firmato l’atto si darà il via ai festeggiamenti con lo spettacolo “Fuoco” della “Compagnia dei Folli” di Ascoli Piceno e l’esibizione degli Sbandieratori e dei Tamburini di Montecassiano. Durante tutta la serata una voce narrante illustrerà lo svolgersi degli avvenimenti storici del 1138. Giovedì 29 agosto, giorno della nascita del Comune, alle 18 nel cortile di Palazzo Conventati si ripercorreranno le origini storiche di Macerata con un incontro curato dal Centro di studi storici maceratesi. Protagonisti il professor Giammario Borri, docente Unimc, e il professor Nazzareno Gaspari in un dibattito aperto anche alle domande del pubblico dal titolo “Macerata: toponimo e origini. Ipotesi”, un interessante focus sulla nascita del primo insediamento che diede vita e il nome alla città.

Macerata non lo so ma che Caracini abbia il Dna de Rustico detto Lu Tignuso è indiscutibile.
Chi scriverà mai i discorsi del sindaco e del governatore? Sì perché il prosare è, in ambo i casi, aulico e affabulante, leopardiano e gattopardesco, ma senza dubbio anche con un certo non so che di struzzo. Insomma ci si pavoneggia alla grande.
Sono domande da pòrci. Poniamocele.
Da Fedro. La rana e il bue
“Una volta una rana vide un bue in un prato. Presa dall’invidia per quell’imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande.
Quelli risposero: – Il bue.
Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e mori.
Quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi, finiscono male.”
La verità è che noi non possiamo dirci del tutto certi dell’esistenza di Macerata, è possibile che essa sia soltanto l’allucinazione di un giornalista sportivo inetto, disinformato e sfaticato.