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Pistole ai vigili,
il ministero chiede chiarimenti

CIVITANOVA - Lettera in cui si invita il Comune a fornire le controdeduzioni alle accuse mosse nel ricorso presentato dalla lista del consigliere Corvatta.

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Il geometra Nicola Lelli

 

Ricorso al presidente della Repubblica per l’armamento dei vigili urbani, il Ministero scrive al Comune per chiedere chiarimenti. Continua a Civitanova la battaglia sulle pistole alla municipale. L’antefatto della vicenda trae origine lo scorso giugno, quando la lista Futuro in comune del consigliere Tommaso Corvatta, assieme a Nicola Lelli, Cristiana Cecchetti e Ivan Rosati, aveva presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento della delibera con la quale il Comune intende armare i vigili urbani. Diverse le presunte anomalie segnalate.

E così a meno di un mese dalla presentazione è arrivata ai ricorrenti, ma anche al Comune e alla comandante Daniela Cammertoni,  la richiesta di chiarimenti in merito alla delibera, con il termine di 60 giorni per fornire le proprie controdeduzioni. «E’ stato acquisito agli atti il ricorso – scrive il ministero nella lettera – è necessario quindi che l’ente faccia pervenire entro 60 giorni dal ricevimento le proprie deduzioni per consentire a questa amministrazione di relazionare in Consiglio di Stato. Al fine di garantire la  partecipazione al procedimento, i suddetti vorranno trasmettere ai ricorrenti le memorie difensive assegnando un termine di 30 giorni per eventuali repliche». Una mail procedurale e interlocutoria dunque che però ha dato speranza ai componenti della lista per una risoluzione in tempi rapidi. Una delle presunte anomalie che erano state illustrate nel ricorso era relativa alla predisposizione della delibera, scritta e anche vidimata (col parere favorevole) dalla comandante, funzioni che solitamente vengono svolte da figure differenti, inoltre il parere dovrebbe essere emesso da un dirigente e non da un funzionario. Questa la principale contestazione mossa alla delibera (assieme a presunti vizi formali). Ora l’iter è avviato, ma nel frattempo il Comune ha deciso di ricorrere al Tar per l’inammissibilità del ricorso. «Il Ministero però afferma a chiare lettere che il procedimento avviato con il ricorso straordinario si conclude soltanto con il decreto del presidente della Repubblica redatto su parere del Consiglio di Stato – spiega Nicola Lelli assieme agli esponenti della lista – stante così le cose, valuteremo la possibilità di un esposto alla Corte dei Conti perché l’incarico ad un avvocato per il patrocinio del Comune di fronte al Tar diviene inutile, anche se ammesso. Il Comune scappa invece di fornire spiegazioni e nell’ultimo Consiglio comunale, anziché essere prudenti, è stato approvato un assestamento di bilancio che prevede l’inutile spesa di 45mila euro per l’acquisto delle pistole».

(l. b.)

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