Per “Le rane” anfiteatro pieno:
al posto dell’attore infortunato
in scena il regista
URBISAGLIA - Lo spettacolo della Scuola civica di teatro classico, riproposto con successo dopo la sospensione delle settimane scorse per l'incidente a Stefano Monti. Sale sul palco Francesco Facciolli

di Maurizio Verdenelli (foto Nerio Ceccherini)
Onore al piccolo, grande uomo del teatro maceratese (ed oltre, si capisce!) che ieri sera ha stregato l’anfiteatro romano di Urbisaglia interprete e regista di una piece: ‘Delle rane e di altre faccende’ da lui stesso scritta con due immensi suggeritori: Aristofane e Leopardi e con un’ incursione nella poetica di Gigi Proietti -cfr il monologo su finzione e falsità in teatro. O Cesare o nessuno, meglio ancora: sol io, io sol procomberò …sì, ma per necessità. A far uscire dalla cabina di regia, Francesco Facciolli sono state infatti due emergenze: l’infortunio (drammaticamente significative seppure in modo inconsapevole ‘le altre faccende’ del titolo) del giovane Stefano Monti, titolare del ruolo principale, e la necessità di andare in scena prima che la stagione estiva urbisalviense terminasse.
L’incidente occorso a Stefano sul palco, il 30 giugno, non aveva nulla a che vedere con quello tristemente celebre capitato, non una ma due volte, al tenore Fabio Armiliato anni fa in Tosca allo Sferisterio, ma quella lussazione alla rotula sinistra «è risultata a tutt’oggi difficile da rimarginare» dice il sindaco Paolo Francesco Giubileo. Tanto che ieri sera il giovane attore si è presentato sul palco, a ricevere l’applauso finale (di stima e sostegno) sostenuto ed imbracciando una stampella. Tuttavia si poteva buttare alle ortiche, in attesa di una recita futura -che ci sarà in autunno nel chiuso di un teatro – otto mesi di lavoro e preparazione da parte della Scuola civica di teatro classico ad Urbisaglia, al suo secondo anno di vita? No, ed allora ecco che il professor Facciolli è saltato fuori dalla sua particolare ‘buca del suggeritore’ dando vita ad un sapido Dioniso, figlio di Zeus, dalla variegata personalità divina in paritetica (per valore interpretativo) accoppiata con Enrico Liberti, il servo Xantia. Per recuperare la recita saltata dopo 30 secondi – «uno spot», ci hanno scherzato sopra Facciolli e Macedoni- la compagnia ha dovuto inoltre fare una scelta molto rischiosa, una data difficile in un calendario estivo di eventi strapieno, dominato ieri sera perdipiù dall’attesa Notte dell’opera.
Ebbene, la sfida è stata vinta! Arena sold out tanto che Fabio Macedoni, fornendo come talvolta in tv Costanzo i dati… auditel, ha maramaldeggiato: «Eppure a Macerata c’era una grande festa di cui non ricordo qui il nome…» Un calembour comprensibile e che inoltre veniva dopo le reiterate sculacciate che Macedoni/Euripide durante una realistica lite scenica, si era beccato da Giuliano Sampaolesi il quale ha disegnato il competitor Eschilo come un sanguigno Andrea Camilleri redivivo. Le botte in overdose che non hanno però scalfito le mefistofeliche sopracciglie volute dal trucco, e l’ottima cera di Fabio (come in uno storico carosello televisivo) hanno fatto sorridere la platea. Che pur apprezzando il Macedoni attore, non lo dimenticano come già vice primo cittadino di Treia (tra il pubblico l’ex vicesindaco, poi sindaco Edi Castellani e l’avv. Giovanna Matteucci) poi dirigente/comunicatore della Lube volley, capo di Gabinetto del presidente della Provincia, Pettinari, infine e sopratutto attuale insegnante di lingua francese al liceo classico di Macerata.
Insomma il Dioniso maceratese (pur sulle primissime con minimi, rari riverberi fonetici) by Aristofane e il Giovane Favoloso ha conquistato l’eterogeneo pubblico. E sul palco sono spuntate due splendide rane di terracotta, dono per l’assessore delegata Cristina Arrà, signora dell’anfiteatro. «Le rane? In bacheca a Palazzo comunale per ricordare questo successo della nostra scuola di teatro, che resta anche per me, non solo per il ‘nostro Dioniso il correttivo di una società in crisi».





