Nuova casa di riposo, Mogliano 313:
«Perché sacrificare l’area verde
se ci sono fabbricati sottoutilizzati»
MOGLIANO - Il capogruppo d'opposizione Marco Petrelli è contrario all'idea dell'amministrazione di realizzare la struttura vicino al santuario del Santissimo Crocifisso. E attacca il sindaco sull'ultimo consiglio, lui aveva chiesto il rinvio per non aver ricevuto la notifica, ma non è stato concesso: «Mancanza di rispetto e spregio delle regole»

Marco Petrelli
«Mancanza di rispetto e spregio delle regole». Sono queste le accuse che Marco Petrelli, capogruppo d’opposizione di Mogliano 313 rivolge alla sindaco Cecilia Cesetti e all’amministrazione. Al centro il consiglio comunale della settimana scorsa, che allo stesso Petrelli non era stato notificato per errore. «Nonostante questo, nonostante all’inizio avessi chiesto la votazione dell’assemblea sul rinvio, unilateralmente, senza sentire gli altri, il sindaco – dichiara Petrelli – ha voluto testardamente difendere l’errore dell’amministrazione e dar luogo ugualmente al Consiglio. Nessuno si è scusato per l’errore. A quel punto non potevo restare e sono uscito dall’aula. Si è mancato di rispetto alle regole, ai ruoli e alle persone. Per quest’ultimo aspetto non ho problemi a perdonare, rimane però aperta la ferita della mancanza di rispetto per le minoranze e per le regole, che, siamo convinti, cambieranno, dopo più di un ventennio senza Regolamento del Consiglio comunale, auspichiamo che finalmente verrà adottato. E se il mio sacrificio è servito a questo esso non sarà stato vano».
CASA DI RIPOSO – Altro punto contestato riguarda l’acquisto di un terreno (di circa 4mila metri quadrati) di proprietà della Curia di Fermo confinante con il terreno del Comune, che a sua volta aveva ricevuto in donazione da parte dei padri Sacramentini: ex seminario, vecchia canonica, spazi accessori e oltre 6 mila metri quadri di verde. «L’acquisto in questione – specifica Petrelli – “deve” servire per la costruzione di un “complesso multidimensionale per anziani” da circa 100 posti. Un’opera di oltre 7 milioni di euro per la realizzazione della quale ci si dovrà avvalere della compartecipazione, e della gestione, di privati (come emerge dalla relazione commissionata dal Comune nel giugno 2018). Come si concilia l’interesse di un privato (profitto) con i vincoli di carità e assistenza gravanti sui fabbricati e terreni donati dai Sacramentini? Mistero della politica (non della fede), a cui la diarchia Cesetti-Zura deve dare risposta. L’idea di costruire una nuova casa di riposo al Santuario del Santissimo Crocifisso sembra essere un “dogma” dell’ex sindaco (attuale vice) che non può essere messo in discussione. Perché?», si chiede e chiede il capogruppo d’opposizione. «Anche all’ufficio ricostruzione della Regione nulla sanno di questo fantomatico progetto – continua Petrelli – anzi, al giorno del Consiglio, erano ancora in attesa dei documenti del comune (CIR – congruità dell’importo richiesto) per l’ottenimento dei fondi per l’ex casa di riposo Santa Colomba oggi inagibile. I fondi che saranno riconosciuti per i danni causati dal terremoto, che ha reso inagibile la vecchia casa di riposo, potranno essere destinati ad una struttura di nuova costruzione, ma Santa Colomba è davvero irrecuperabile? Anche se così fosse, a Mogliano, non esiste un altro luogo per la realizzazione di una simile struttura senza sacrificare gli spazi verdi del santuario? Tali spazi rappresentano un unicum e andrebbero destinati alle associazioni laiche e cattoliche che operano nel sociale. La nostra idea di recuperare fabbricati sottoutilizzati è nota: prevede la realizzazione di un unico polo scolastico, nella struttura denominata Luca Seri, con conseguente liberazione degli edifici attualmente adibiti a scuola elementare. In quel luogo potrebbe sorgere la nuova casa di riposo. In tanti altri posti è stato fatto. Secondo noi – conclude Petrelli – occorre un patto generazionale, il coinvolgimento di tutta la comunità per realizzare insieme la Mogliano che vogliamo».
Nel paesi con meno di 5000 abitanti vige il sistema elettorale maggioritario a turno unico, chi vince ha il diritto di amministrare ed il dovere di realizzare i programmi elettorali. Il progetto della nuova casa di riposo è stato presentato nei minimi dettagli in campagna elettorale ed ora l’amministrazione si deve adoperare per realizzare l’opera.
La lista che ha proposto una soluzione alternativa, sicuramente validata ed interessante, è arriva ultima nella competizione elettorale. Ora il suo compito è vigilare che l’opera sia fatta nel rispetto di tutte le normative e suggerire le modifiche/varianti per migliorarla, non può certamente pretendere di ribaltare la volontà espressa, nel segreto dell’urna, dal popolo sovrano.
E’ una opera fortemente voluta dall’ex sindaco Flavio Zura che, sempre nel segreto dell’urna, ha ottenuto un importante successo personale, con circa 200 preferenze (la mia non è compresa) ha doppiato tutti gli altri consigliere più votati.
Caro Patrizio, l’articolo si divide in due parti: la prima dove si rileva una scarsa “sensibilità” verso regole e ruoli e l’altra, quella che tu affronti e che riguarda la casa di riposo e il programma Zura. Nessuno discute o ha la pretesa di “ribaltare” il responso delle urne e quindi il diritto di chi amministra a portare avanti il suo programma (in consiglio siamo sempre 9 contro 2 o 4). Come dici tu l’opposizione deve controllare che esso sia rispettoso delle regole, infatti dalla lettura della donazione dei Sacramentini al Comune ci sono clausole ben precise che riguardano gli spazi e la destinazione a scopi caritatevoli, sociali e assistenziali dell’intera area. Il progetto di cui parli è molto complesso tecnicamente e giuridicamente e rischia di “cozzare” con le clausole di cui sopra. La domanda che ci poniamo è: non è che per la complessità, i rischi e i bisogni dell’utenza non sia meglio scegliere altre strade? Non necessariamente e solamente quella che abbiamo proposto noi in campagna elettorale, ma tra le altre, anche quella.
P.S.: quando dici che l’amministrazione deve portare avanti quanto proposto in campagna elettorale è assolutamente vero. Però, la volta scorsa Zura non parlò mai in campagna elettorale di cedere l’area dietro l’ex ospedale per farci costruire un supermercato. Eppure, tenacemente l’ha portata avanti. Ergo, allora si può cambiare idea anche sul programma elettorale e sulla casa di riposo, magari, pensare ad altre soluzioni. Noi una alternativa l’abbiamo proposta.
Lo scorso anno ho passato cinque mesi dentro gli ospedali, ogni 20gg arrivava il medico che ti avvisava che finita l’emergenza era pronta la lettera di dimissioni perché c’era una lunga lista di attesa. Provavi a chiamare i centri di riabilitazione o di lunga degenza sempre la stessa risposta: liste di attesa, liste di attese….
Ora che abbiamo la possibilità di realizzare cento posti letto, la cui destinazione deve essere stabilita da chi ha le competenze, in una struttura moderna ed antisismica mi sembra che sia una grande opportunità da prendere al volo. Se la salute dei cittadini del nostro territorio (mi sembra assurdo pensare solo ai moglianesi) non rientra nella finalità della donazione è giusto che utilizzate tutti gli strumenti che avete a disposizione per bloccare l’opera.
In passato sono stati spesi troppi milioni per la manutenzione dei vecchi edifici delle scuole, forse era meglio demolirli e rifarli ex-novo (in particolare la scuola materna).
Certamente viene sacrificato lo spazio verde più importante del paese, peccato che negli ultimi trent’anni si possono contare sul palmo della mano coloro che si sono adoperati per promuoverci iniziative. Molti moglianesi sono bravi solo a parlare poi quando c’è da fare spariscono, è per questo che ho un grande rispetto, anche se non condivido il vostro progetto politico, di te e di Sandro perchè avete dato molto per la vita associativa del nostro paese.