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Musicultura incorona
Francesco Lettieri (FOTO/VIDEO)

MACERATA - La 30a edizione del festival si chiude in un trionfo di emozioni, ritmi e colori. Dall'attesissimo Daniele Silvestri alla coinvolgente esibizione di Angelique Kadjo passando per l'energico rap di Rancore il messaggio è di unirsi attraverso la musica. Ancora acclamata la coppia Ruggeri-Stefanenko
lunedì 24 Giugno 2019 - Ore 01:39 - caricamento letture
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di Marco Ribechi (foto e video di Andrea Petinari)

Francesco Lettieri trionfa nella notte magica di Musicultura. E’ il brano “La mia nuova età”, dedicato al papà, a raccogliere il consenso del pubblico in una serata perfetta sempre ricca di vivacità e carica emotiva. Una vittoria quasi annunciata considerando i sei cicli di applausi dispensati dal pubblico dello Sferisterio di Macerata in un sostegno continuo all’artista che per primo ha calcato il palco dell’arena.


Un pubblico che comunque è stato fortemente partecipe per tutta la durata della finalissima accogliendo calorosamente i cantanti in gara e acclamando i grandi ospiti. Dai tantissimi applausi per Daniele Silvestri all’energica performance del rapper Rancore fino alla standing ovation per Angelique Kidjo, una delle più importanti artiste africane. Decisamente riuscita anche la scelta della coppia di presentatori con la bellezza e professionalità di Natasha Stefanenko accompagnata in ogni istante dalla calda eleganza di Enrico Ruggeri veramente amato da tutti i presenti e forse la più piacevole rivelazione dell’edizione 2019.

Francesco Lettieri

 

Un festival che è sempre cresciuto negli anni e che allo Sferisterio ha trovato la sua casa ideale con una città che sempre risponde presente ad ogni iniziativa. Proprio per questo l’importante novità della prossima edizione annunciata dal sindaco Romano Carancini al microfono di John Vignola: «Le audizioni del prossimo anno si 1sposteranno dal teatro della Filarmonica al Lauro Rossi».

Un’edizione solare, come definita da Ezio Namnipieri nella conferenza stampa di chiusura: «Abbiamo dimostrato per una volta ancora che è possibile fare cultura divertendosi. E’ bello che sia un test popolare di 2500 persone a decidere chi sia il vincitore. E’ difficile che nella stessa sera si possa ascoltare la Pfm, Coma_Cose, un Quintetto di tango argentino e giovani talenti emergenti. Questa edizione è inoltre segnata dalla conduzione dopo un anno di transizione e credo che abbiamo trovato due presentatori che hanno saputo sincronizzarsi velocemente sulle frequenze di questo festival». «Musicultura percorre una strada che cerco di percorrere anch’io – spiega Enrico Ruggeri – credo che cultura, spettacolo, divertimento e sorriso siano cose conciliabili, inoltre se si colloca in uno dei posti più belli del mondo, lo Sferisterio, l’alchimia è completa». Poi la parola alla madrina del festival: «Qui mi sento a casa e sono molto felice di far parte di questo progetto – spiega Stefanenko – sono innamorata del mio partner di lavoro e è stato bello presentare questi otto artisti. Dobbiamo anche ricordare Fabrizio Frizzi che ha diretto nove edizioni e la sua presenza è sempre con noi».

La serata inizia subito benissimo con Enrico Ruggeri che regala al pubblico uno dei suoi pezzi più famosi scritto per Fiorella Mannoia Quello che le donne non dicono, cantata in corale da tutti i presenti. Poi immediatamente nel vivo della gara con i finalisti sul palco in rapida sequenza: Francesco Lettieri, Lavinia Mancusi, anche lei applaudita a lungo, Francesco Sbraccia e Gerardo Pozzi. Dalle prime file la lettura da parte dell’attrice Carlotta Natoli di Guerra, un testo del 1933 di Achille Campanile e un gradito ospite, Mirkoeilcane, vincitore dell’edizione 2017 intercettato rapidamente da Natasha Stefanenko: «Beati voi che state lì, ce starei io» ha detto il cantante nel suo immancabile dialetto Romano. A questo punto inizia il momento dei big con Daniele Silvestri, forse il più atteso da uno Sferisterio colmo fino al limite. Al pianoforte prima e dopo alla chitarra il cantante si è esibito nei suoi ultimi pezzi: «Pensare il mondo come un’unica casa, basterebbe questo per incontrarsi e non erigere muri». Così, con queste prime parole, la serata prende anche la direzione dell’incontro interculturale declinato sia in una dimensione locale con la spassosissima clip in cui Mirella, cuoca storica della rimpianta trattoria da Ezio, insegna il dialetto maceratese ai quattro finalisti con tanto di lavagna in piazza della Libertà, fino a un livello internazionale grazie alla colorata esibizione di Angelique Kidjo premiata dalle università maceratesi. «Odio le ingiustizie ma amo le persone, le differenze che ci sono tra noi non devono essere una paura ma un arricchimento» dirà la cantante nelle battute finali.

Altro momento carico di emozioni  e tra i più piacevoli delle tre serate è stata l’interpretazione dei quattro finalisti di altrettante canzoni da loro scelte tra il patrimonio musicale italiano. Dalla, De Gregori, Graziani e Gaetano gli artisti amati dai finalisti coronati da una esibizione collettiva insieme anche a Ruggeri di Contessa, storico brano con cui il cantante milanese è salito alla ribalta. Ritorna sul palco anche Enzo Savastano, autore e finalista con la canzone Le mogli dei cantanti famosi” che ottiene il premio della critica. Dopo la presentazione del charity partner, Sos Villaggio dei Bambini che per il secondo anno accompagna il festival, una sferzata di energia con la sorprendente performance del rapper Rancore fatta di ritmi rock e parole a fiumi dense di significato. Amato da tutto il pubblico la sua esibizione si è conclusa in duetto con Daniele Silvestri con il pezzo “Argento vivo” tra i più amati dell’ultima edizione di Sanremo. In un crescendo di ritmo e vivacità la serata si avvicina al gran finale con una strepitosa Angelique Kidjo che cattura tutte le attenzioni della platea cantando prima in spagnolo, poi in inglese ed esibendosi in energiche danze africane. Per l’ultimo brano, dedicato alla più famosa voce africana Miriam Makeba, chiede al pubblico di alzarsi e “Dance, dance, dance”. E così deve essere con le ritmiche aficane che riescono a coinvolgere anche i corpi più rigidi. Manca solo l’annuncio del vincitore e l’ingresso del super assegno di 20mila euro messo in palio dallo sponsor. Così si conclude la trentesima edizione di Musicultura assolutamente positiva nelle tre serate ed addirittura trionfale in quella conclusiva. Un festival sempre più caro ai maceratesi e sempre più apprezzato anche a livello locale grazie a un’ampia copertura di Radio Rai e alla sintesi che prossimamente sarà trasmessa su Rai 3.

 

 



 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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