Tango e Pfm alla Controra,
pienone e pioggia di applausi (FOTO)

MACERATA - Esaurito ogni evento in programma. Nella notte del Lauro Rossi fantastica esibizione del Quinteto Astor Piazzolla mentre nel pomeriggio Franz Di Cioccio ha raccontato la storia della sua band leggendaria. Tra gli incontri anche Fabio Frizzi e Detto Mariano. Stasera il primo appuntamento allo Sferisterio per le finali
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L’esibizione di Quinteto Astor Piazzolla

 

di Marco Ribechi

Tango, rock, colonne sonore di film horror e di fantascienza. Nella terza giornata della Controra non è mancato nulla,  con ogni appuntamento in programma andato tutto esaurito e terminato tra scroscianti applausi soddisfatti.

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Quinteto Astor Piazzolla

Nella notte del Lauro Rossi di Macerata ha sbalordito il Quinteto Astor Piazzolla che ha presentato le arie del più celebre maestro di tango. Un gruppo nato a Buenos Aires negli anni ’60 e che gira il mondo da oltre 20 anni con l’obiettivo di proteggere e diffondere il patrimonio musicale lasciato dal compositore, sotto la supervisione di Laura Escalada Piazzolla. Lautaro Greco al bandoneòn, Sebastian Prusak al violino, German Martinez alla chitarra, Sergio Rivas al contrabbasso e Cristian Zarate al pianoforte hanno letteralmente sbalordito sia per le doti soliste sia per la capacità di alternare momenti più orchestrali a attimi di composizioni libere, scandite da tutta una gamma di suoni e rumori realizzati utilizzando gli strumenti in modi non convenzionali. Il risultato è stato uno spettacolo fantastico che ha trasportato il pubblico nella metropoli argentina dando alle musiche un tono quasi da sobborgo urbano dove il tango si è appunto affermato per poi conquistare il mondo.

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Franz Di Cioccio

Nel pomeriggio bagno di folla anche per Franz Di Cioccio, leader della Pfm – Premiata Forneria Marconi – che al microfono di John Vignola ha raccontato la storia quasi leggendaria della band e dell’epoca del rock progressivo in Italia. «Quando le case discografiche partono con un filone lo battono finchè possono – spiega Di Cioccio – questo è il business della musica. Questo è l’anno reggaeton e sono cavoli vostri, vi toccherà ascoltarlo anche in inverno». All’epoca de I Quelli c’era la moda di tradurre i brani stranieri: «Tutte le canzoni più belle andavano all’Equipe 84 con cui io suonavo la batteria. I Quelli non avevano mai un buon pezzo tanto che a un Cantagiro ci proposero di suonare I am a tiger scritta da Lulu, la guardarobiera dei Beatles. Oggi ci rido ma all’epoca fu un vero disastro annunciato. La situazione cambiò quando L’Equipe presentò a Sanremo un brano di Lucio Dalla inizialmente intitolato Gesù Bambino e poi cambiato in 4 Marzo. Mi chiamarono per suonare e io proposi di farlo gratis pur di liberare la mia band dal contratto discografico ed essere autonomi, fu così che in seguito nacque Storia di un minuto».

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Fabio Frizzi

Così la Pfm insieme ad altre band inizia a fiutare l’aria del periodo quando tantissime band iniziano a trasformare la canzone liberandola dagli schemi classici così come stava succedendo oltre oceano. «Per questo ai musicisti dico sempre di suonare ciò che vogliono essere – continua Di Cioccio – battere nuove strade e sperimentare per essere diversi. Continuare a fare reggaeton è sbagliato». E anche un ricordo dello Sferisterio dove la Pfm si sibirà questa sera insieme al Quinteto Astor Piazzolla, Coma Cose e Giordano Bruno Guerri.«Nell’arena abbiamo già suonato e ricordo il pubblico saltare sulle note di Celebration – conclude il batterista – ci piace molto, ha un’ottima acustica e non escludo la possibilità di un nostro nuovo concerto». Al Centrale Plus invece Fabio Frizzi ha raccontato la sua carriera di compositore di colonne sonore passando da Fantozzi, suo primo lavoro, agli horror di Mario Bava, amatissimo da Tarantino, fino a Blade Runner di Vangelis. «A volte l’opera d’arte va oltre i progetti di chi la crea – spiega Frizzi – considero la produzione di Vangelis, in particolare quella per il film Blade Runner, una enorme fonte di ispirazione, un prodotto perfetto. Fare una colonna sonora non è solo scrivere musica, è più importante che il pezzo si abbini bene alle immagini». Così come la Pfm, che ha suonato per De André nel famosissimo doppio live, anche Frizzi confessa un amore per il cantautore genovese che più di una volta lo ha ispirato e spinto a proseguire nel mondo della musica con cui ha segnato la sua strada fin dai 16 anni. Nella notte, a palazzo Ciccolini, anche il compositore Detto Mariano ha raccontato la sua storia musicale di arrangiatore, compositore, direttore d’orchestra. Questa sera la prima finale di Musicultura allo Sferisterio presentata da Natasha Stefanenko ed Enrico Ruggeri.

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